30 aprile 1986: il giorno in cui l’Italia entrò in rete
Quarant’anni dall’emozione di quel primo segnale che ha varcato i confini nazionali per unirci finalmente alla rete globale
Esattamente quarant’anni fa, l’Italia realizzò il suo primo accesso a Internet, un evento passato inosservato a causa del disastro alla centrale nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986, la cui nube radioattiva stava raggiungendo l’Europa e il nostro Paese. Pochi compresero l’importanza di quel collegamento effettuato il 30 aprile 1986 tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Pisa e la Pennsylvania negli Stati Uniti. Come riferisce Elisabetta Tola, il segnale transitò via cavo Sip, monopolista statale delle telecomunicazioni, alla velocità di 64 kbit/s, passando per Italcable a Frascati, il centro Telespazio nella piana del Fucino in Abruzzo, e il satellite Intelsat V, fino a un computer americano; la risposta fu un semplice “Okay”, segnando l’ingresso ufficiale dell’Italia nella rete.
Le origini della rete e i pionieri italiani
Internet era ancora agli albori, con meno di vent’anni dal primo segnale Arpanet del 1969 tra UCLA di Los Angeles e Stanford Research Institute, che collegò presto 16 università americane, unitamente a reti come Alohanet, PRNet e Satnet. La svolta arrivò nel 1973 grazie a Vinton Cerf e Bob Kahn, che inventarono il protocollo TCP/IP, dividendendo i dati in pacchetti indipendenti per instradarli tra reti diverse, creando una “rete di reti”. L’Italia, quarta in Europa dopo Germania Ovest, Gran Bretagna e Norvegia, deve il successo a tre figure chiave: Antonio Blasco Bonito, sistemista di protocolli; Stefano Trumpy, direttore del CNUCE di Pisa (Cnr); Luciano Lenzini, responsabile networking al CNUCE.
Ostacoli burocratici e ritardo nella diffusione
Nel documentario LOGIN: il giorno in cui l’Italia scoprì internet, Riccardo Luna narra come Lenzini studiò a Cambridge (Massachusetts) i progressi americani, convincendo Bob Kahn a venire in Italia con un gateway del Dipartimento della Difesa USA. Internet era ancora una rete giovane che collegava pochi centri di supercomputing tra vari stati americani e, in più, in Italia c’erano altre reti di computer che collegavano aziende e università, scrive Arturo Di Corinto, in mezzo a battaglie sui protocolli tra Europa e America. I tre pionieri affrontarono una guerra con la burocrazia italiana per trasmettere via satellite del Fucino, con trafila iniziata sei anni prima negli anni Ottanta. Nel 1987 nacque il primo dominio cnuce.cnr.it e il .it (gestito dall’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa); commercialmente, I.Net di Stefano Quintarelli e Marco Negri (1994) seguì Video On Line di Nicola Grauso (1993), ceduta a Telecom Italia creando Tin.it nel 1996. Fattori come costi alti fino alla liberalizzazione 1998, bassa alfabetizzazione e ritardo banda larga fecero crescere gli utenti dall’1% (1996) al 23% (2000), superando il 50% solo nel 2010 (oggi 89%).
A cura di Davide Cannata
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