Stop ai social per under 15: approvata la legge in Francia

Il Parlamento francese ha approvato in larga maggioranza la legge. L'Italia valuta un provvedimento analogo

by Davide Cannata
0

Stop ai social per under 15: approvata la legge in Francia

Il Parlamento francese ha approvato in larga maggioranza la legge. L’Italia valuta un provvedimento analogo

La Francia segna una svolta storica nel rapporto tra giovani e mondo digitale, diventando la prima nazione in Europa ad approvare in via definitiva un testo normativo che proibisce l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. L’intervento, caldeggiato dal presidente Emmanuel Macron, mira a tutelare la salute mentale e fisica di bambini e adolescenti con l’inizio del prossimo anno scolastico, introducendo contemporaneamente stringenti disposizioni sulla presenza degli smartphone negli istituti scolastici e sui meccanismi di verifica dell’età.

Il via libera del Parlamento francese e le parole di Emmanuel Macron

Il percorso di approvazione si è concluso con l’ampio consenso di entrambi i rami del Parlamento transalpino. Durante il pomeriggio, il Senato ha dato il via libera con una schiacciante maggioranza di 243 voti favorevoli e appena 2 contrari. A poche ore di distanza, l’Assemblée Nationale ha ratificato il testo registrando 279 voti a favore e 81 contrari. Esprime soddisfazione il capo dello Stato Emmanuel Macron, che ha commentato il risultato attraverso un filmato condiviso sui propri canali digitali, sottolineando come la Francia stia facendo da apripista in Europa per la salvaguardia dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel video, il presidente ha mostrato un’ampia selezione di contenuti considerati nocivi per la crescita dei giovani, rimarcando come la tutela dei minori non sia un semplice fatto normativo, bensì «una vera e propria questione di civiltà». L’intento del leader dell’Eliseo è ora quello di promuovere una «coalizione di volonterosi» tra i paesi europei per estendere tali garanzie a livello continentale.

Le fasi dell’applicazione, le verifiche dell’età e la responsabilità dei colossi del web

Come illustrato dalla ministra con delega al Digitale, Anne Le Hénanff, l’impianto della legge entrerà in vigore dal 1° settembre, ma la sua concreta operatività si svilupperà lungo due fasi distinte per consentire un adattamento graduale. A partire dal 1° settembre 2026 il divieto diventerà subito esecutivo per qualunque profilo di nuova attivazione, mentre dal 1° gennaio 2027 il blocco si applicherà anche alle utenze già esistenti. Nel corso dei quattro mesi transitori compresi tra il 1° settembre e il 1° gennaio, l’intera popolazione francese dovrà attestare la propria età sulle piattaforme social. Per gli utenti con un’età inferiore ai 15 anni, l’account verrà definitivamente disattivato.

Una delle principali novità del provvedimento risiede nel sistema di responsabilità. La legge non definisce sanzioni a carico dei ragazzi o delle famiglie, attribuendo l’intero peso legale e tecnologico ai colossi del web. Spetterà infatti alle piattaforme social implementare strumenti efficaci per la verifica dell’età, garantendo agli utenti differenti opzioni per tutelare la privacy e la libertà di scelta. La ministra Anne Le Hénanff ha rassicurato il pubblico sulle tempistiche, ricordando che le soluzioni tecniche necessarie sono già disponibili e correntemente impiegate Oltralpe per impedire l’accesso ai portali per adulti. Tra i sistemi citati rientrano France Identité e le soluzioni realizzate da Docaposte, società controllata dal gruppo La Poste.

Le eccezioni per la didattica, lo stop agli smartphone a scuola e il dibattito in Italia

Il testo normativo non prevede una chiusura indiscriminata della rete, ma seleziona con cura le tipologie di servizi da limitare. Sono infatti disposte specifiche eccezioni per le enciclopedie online, che rimarranno liberamente accessibili anche agli under 15, e per i progetti digitali a carattere educativo ideati per affiancare la didattica e lo studio. Unitamente al blocco dei social, la legge inasprisce le restrizioni sulla tecnologia nelle strutture scolastiche, sancendo il divieto assoluto di impiegare i telefoni cellulari anche nelle scuole secondarie superiori, ovvero i licei della Francia.

La decisione di Parigi fa seguito alla misura adottata dall’Australia, che lo scorso dicembre ha varato un divieto analogo elevando la soglia ai minori di 16 anni. Nel contesto europeo, la mossa della Francia costituisce un caso unico, seguito con grande attenzione dai paesi vicini. Anche in Italia il tema è al centro del dibattito. Nel nostro Paese è stato depositato un testo bipartisan a firma delle parlamentari Lavinia Mennuni e Marianna Madia, attive da tempo su questa linea, la cui discussione risulta tuttavia ancora bloccata. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso piena condivisione per la scelta transalpina, ritenendo fondamentale vietare i social ai minori di 15 anni anche in Italia e auspicando che l’iter del disegno di legge bipartisan incardinato in Parlamento possa essere approvato nel minor tempo possibile.

A cura della redazione

Leggi anche: Biotecnologie estreme: quanto manca all’immortalità?

Seguici su Facebook e Instagram!

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!