Costo del lavoro: come le nuove norme cambiano la gestione
Molte attività perdono fondi preziosi a causa della scarsa informazione sulla nuova Manovra Finanziaria 2026, mentre nuove regole europee promettono di stravolgere i contratti
L’attuale Manovra Finanziaria 2026 ha introdotto diverse opportunità per limitare l’incidenza del costo del lavoro, eppure una vasta platea di società non ne usufruisce. I dati diffusi da Unioncamere dipingono un quadro preoccupante: l’80% delle aziende ignora i benefici fiscali disponibili e appena il 16% delle nuove assunzioni viene effettuato sfruttando tali leve. “Non si tratta solo di ridurre i costi o rispettare una norma: si tratta di costruire organizzazioni più solide, capaci di attrarre talenti e sostenere la crescita nel tempo”, afferma Ivan Moretti, Co-CEO di Zeta Service e fondatore di Payrocks. Attraverso consulenze mirate, le realtà imprenditoriali possono colmare questo gap di consapevolezza e attivare correttamente gli sgravi legati a esoneri contributivi e detassazioni.
Le criticità nella conoscenza degli incentivi fiscali
Secondo le analisi di settore, 4 imprese su 5 non sono a conoscenza delle agevolazioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 per ottimizzare le politiche di HR. Questa mancanza di informazione impedisce di sfruttare strumenti che migliorerebbero la sostenibilità economica delle organizzazioni senza richiedere investimenti iniziali. Ivan Moretti sottolinea come la normativa debba essere interpretata come un’occasione di evoluzione gestionale: “La decontribuzione non è una concessione, ma uno strumento che permette alle imprese di valorizzare i bilanci, migliorare il benessere economico delle persone e sostenere la competitività nel lungo periodo”. Per supportare il tessuto produttivo, Zeta Service e Zeta Service Lumina offrono competenze specialistiche nel payroll e nella consulenza giuslavoristica, aiutando le direzioni aziendali ad applicare correttamente i regimi di favore previsti dallo stato.
Le misure principali tra esoneri e detassazioni
Nel dettaglio della manovra emergono interventi significativi, come l’esonero contributivo fino al 100% per l’assunzione di madri con tre figli, con un beneficio che può raggiungere gli 8mila euro annui. Altrettanto rilevante è la detassazione all’1% applicata ai premi di produttività fino a un tetto di 5mila euro per il biennio 2026–2027. Sul fronte dei benefit aziendali, si registra l’innalzamento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici fino a 10 euro giornalieri. A queste agevolazioni si sommano la revisione delle aliquote IRPEF e nuovi regimi fiscali per specifiche indennità, pensati per favorire la crescita delle imprese italiane. Questi strumenti, se attivati correttamente, rappresentano una leva strategica fondamentale per la governance organizzativa e il benessere dei dipendenti.
Verso la trasparenza retributiva e la direttiva UE
Oltre agli sgravi immediati, le aziende devono prepararsi al recepimento della Direttiva UE sulla Pay Transparency, previsto entro il 7 giugno 2026. Questo cambiamento normativo spingerà verso modelli retributivi più equi e trasparenti, trasformando gli obblighi di legge in un vero vantaggio competitivo. Zeta Service ha sviluppato un approccio integrato che unisce consulenza HR, head hunting e analisi dei dati salariali per accompagnare le società in questa transizione. “In questo contesto le funzioni HR sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più strategico, non solo nella gestione degli adempimenti normativi, ma nella capacità di trasformare questi cambiamenti in strumenti di governance”, conclude Ivan Moretti. Puntare sulla trasparenza e sull’ottimizzazione dei costi permette di creare strutture più solide e capaci di attrarre nuovi talenti nel mercato attuale.