Droga nei drink, come funziona il braccialetto anti-stupro
Il dispositivo cambia colore in presenza della sostanza versata in una bevanda. Nel Veneziano le farmacie hanno avviato un’iniziativa nelle scuole, distribuendo circa 400 braccialetti per sensibilizzare i giovani sui rischi delle droghe da abuso sessuale
La prevenzione passa anche da un piccolo cerchietto capace di cambiare colore. In un contesto in cui il rischio di manomissione delle bevande preoccupa soprattutto i più giovani, i braccialetti per rilevare alcune sostanze rappresentano uno strumento di allerta immediata.
L’iniziativa delle farmacie del Veneziano punta proprio a diffondere questa consapevolezza. Secondo quanto riportato da Tgcom24, sono circa 400 i braccialetti distribuiti nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sul fenomeno della cosiddetta droga dello stupro. Al centro dell’attenzione c’è il GHB, una sostanza che può compromettere la lucidità, ridurre le capacità di reazione e provocare amnesia, soprattutto quando viene assunta insieme all’alcol.
Come funziona il braccialetto anti-droga
Il principio è semplice: il dispositivo contiene una piccola striscia reattiva che segnala la possibile presenza di determinate sostanze attraverso una variazione cromatica. Per eseguire il controllo, si versano alcune gocce della bevanda sull’area indicata e si osserva il risultato.
Nel video rilanciato da Tgcom24, la farmacia San Matteo di Pavia spiega che il cerchietto diventa blu quando rileva il GHB. Il cambiamento di colore serve quindi a segnalare un possibile rischio, senza richiedere strumenti da laboratorio o competenze tecniche particolari.
La semplicità d’uso è uno dei punti di forza di questi dispositivi, ma occorre distinguere tra un test rapido e un’analisi scientifica completa. Il braccialetto può rilevare soltanto le sostanze per cui è stato progettato, entro i limiti previsti dal produttore. Un risultato negativo, dunque, non dimostra che la bevanda sia sicura e non esclude la presenza di altre droghe o sostanze non riconosciute dal test.
Dal progetto nelle farmacie alle scuole del Veneziano
L’iniziativa promossa da Federfarma Venezia si inserisce in un percorso avviato nel marzo 2026, in occasione della Festa della donna. In quella prima fase, secondo FederfarmaNEWS, le farmacie del territorio avevano distribuito gratuitamente 2.700 braccialetti, raccogliendo interesse anche da parte degli istituti scolastici.
La nuova fase prevede la distribuzione di altri 400 dispositivi nelle scuole del Veneto orientale, a partire da un liceo di Portogruaro. L’obiettivo non consiste soltanto nel mettere a disposizione uno strumento pratico, ma anche nell’aprire un confronto con ragazze e ragazzi sui rischi legati al drink spiking, cioè l’aggiunta non consensuale di sostanze nelle bevande.
Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto e Federfarma Venezia, ha spiegato a FederfarmaNEWS che il progetto ha riscosso un’accoglienza positiva e che proprio le richieste arrivate dalle scuole hanno spinto gli organizzatori ad ampliare la campagna. Bellon ha inoltre sottolineato il ruolo della farmacia come presidio di prevenzione e punto di riferimento per i cittadini.
La distribuzione sarà accompagnata da attività informative sulla violenza di genere, sulle sostanze stupefacenti e sui servizi a cui rivolgersi in caso di difficoltà.
L’allarme dell’Istituto superiore di sanità: i limiti del test
C’è però un elemento decisivo che impedisce di considerare il braccialetto uno scudo infallibile. Nel gennaio 2026, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato i risultati di uno studio dedicato all’affidabilità di due tipologie di test colorimetrici disponibili in commercio. Le conclusioni invitano alla cautela: i dispositivi esaminati hanno mostrato prestazioni migliori nel rilevamento della ketamina, ma risultati insoddisfacenti per diverse altre sostanze.
Le ricercatrici del Centro nazionale dipendenze e doping hanno valutato la capacità dei test di individuare sei sostanze: GHB, ketamina, scopolamina, cocaina, MDMA e benzodiazepine. Gli esperimenti hanno evidenziato problemi di sensibilità, difficoltà nell’interpretazione dei cambiamenti cromatici e possibili interferenze causate dal colore delle bevande.
In particolare, il passaggio dal rosa al blu previsto per segnalare il GHB è risultato poco definito. Alcune bevande al limone o all’arancia hanno inoltre provocato falsi positivi, mentre i dispositivi esaminati non hanno rilevato correttamente benzodiazepine e MDMA. Anche l’illuminazione ridotta e variabile degli ambienti notturni può rendere più difficile interpretare il risultato.
Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss, ha evidenziato proprio il problema della lettura dei colori: «sotto una luce ridotta e cangiante come quella delle discoteche, il cambio da una colorazione all’altra può non essere percepito». Tra le possibili soluzioni indicate dalla ricercatrice figura l’impiego di simboli più facilmente riconoscibili.
Che cos’è il GHB e quali rischi comporta
Il GHB, sigla dell’acido gamma-idrossibutirrico, è una sostanza che agisce sul sistema nervoso centrale e può provocare sonnolenza, confusione, perdita di coordinazione e amnesia. Gli effetti variano in base alla quantità assunta e possono diventare particolarmente pericolosi quando la sostanza viene associata all’alcol.
Nei casi più gravi, l’intossicazione può compromettere la respirazione e lo stato di coscienza, fino al coma. Il rischio aumenta anche perché una persona sotto l’effetto della sostanza potrebbe non rendersi conto tempestivamente di quanto sta accadendo, né essere in grado di chiedere aiuto.
L’espressione droga dello stupro non identifica una sola sostanza. Comprende diverse droghe e farmaci che possono essere utilizzati per alterare lo stato psicofisico di una persona e renderla più vulnerabile a un’aggressione sessuale. Il fenomeno del drink spiking consiste proprio nell’aggiunta intenzionale e non consensuale di sostanze a una bevanda.
Come proteggersi e quando chiedere aiuto
Non lasciare il bicchiere incustodito, non accettare bevande di cui non si conosce la provenienza e rivolgersi a una persona fidata in caso di sospetto restano precauzioni importanti. Se un drink sembra alterato, è meglio non consumarlo, indipendentemente dal risultato del braccialetto.
Se dopo aver bevuto compaiono improvvisamente confusione, sonnolenza insolita, difficoltà a camminare o perdita di memoria, occorre chiedere immediatamente assistenza medica. In presenza di sintomi gravi o di un pericolo immediato bisogna chiamare il 112. Se si sospetta una somministrazione involontaria, è importante rivolgersi tempestivamente ai sanitari, perché alcune sostanze scompaiono rapidamente da sangue e urine e il ritardo può complicare gli accertamenti.
Nessun braccialetto può sostituire il rispetto della volontà altrui, né trasferire sulle persone a rischio la responsabilità di impedire una violenza. La tecnologia può aiutare a riconoscere un pericolo; la prevenzione deve fare in modo che nessuno consideri mai accettabile provocarlo.
Di Dario Lessa
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