Auto a guida remota: durante il test accade l’impensabile

La dimostrazione dal vivo di una nuova auto a guida remota finisce improvvisamente al centro dell'attenzione mondiale per una clamorosa svista registrata in diretta

by Davide Cannata
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Auto a guida remota: durante il test accade l’impensabile

La dimostrazione dal vivo di una nuova auto a guida remota finisce improvvisamente al centro dell’attenzione mondiale per una clamorosa svista registrata in diretta

Una dimostrazione pubblica concepita per mettere in mostra l’ingegno tecnologico si è trasformata rapidamente in uno dei contenuti più virali del web lungo l’arteria di D-Chowk, nel distretto governativo di Islamabad. Al centro dell’attenzione c’è una vettura sperimentale a guida remota, governata a distanza attraverso una connessione a Internet e uno smartphone, che ha terminato la sua corsa con una collisione inaspettata contro una volante della polizia ferma al margine della carreggiata. Sebbene nelle fasi iniziali fosse stata ipotizzata una misteriosa avaria di connessione, la vicenda si è poi rivelata una singolare combinazione tra entusiasmo giovanile, imprevisti legati a una troupe televisiva e un vero e proprio errore umano.

La dimostrazione a D-Chowk e la collisione imprevista

Il filmato dell’accaduto ricorda da vicino le scene di una commedia degli equivoci. All’interno del veicolo, accomodato sul sedile del passeggero anteriore, si trovava il giornalista Muhammad Aalijah, presente per documentare i progressi raggiunti da questo sistema sperimentale di controllo automatizzato. Proprio mentre l’automobile procedeva lungo la corsia e il reporter sottolineava con trasporto il valore del progetto scandendo «in Pakistan non manca il talento», il volante ha iniziato a girare da solo senza alcun guidatore al posto di comando.

Nel giro di pochi attimi l’auto ha deviato bruscamente la traiettoria verso sinistra, puntando dritta contro un furgone di pattuglia delle forze dell’ordine parcheggiato a bordo strada. Accortosi del pericolo incombente, Muhammad Aalijah ha cercato con prontezza di tirare la leva del freno a mano, ma il gesto non è bastato a evitare lo scontro, culminato in un forte colpo contro la fiancata della volante.

Dall’ipotesi del guasto informatico allo sbaglio del progettista

Subito dopo la collisione, le prime testimonianze rilasciate dal cronista avevano attribuito la responsabilità a un improvviso guasto tecnico. Secondo le prime valutazioni, una momentanea perdita del segnale satellitare o della linea Internet avrebbe interrotto la trasmissione dei comandi al mezzo, generando la manovra anomala e riaccendendo i dubbi comuni sulla vulnerabilità delle tecnologie da remoto e sui ritardi di connessione. La realtà dei fatti è tuttavia emersa grazie agli approfondimenti condotti con il creatore del prototipo, Ehsan Zafar Abbasi, studente iscritto al terzo semestre di ingegneria informatica presso la COMSATS University di Abbottabad.

Il giovane sviluppatore, che conduce esperimenti nel campo dell’elettronica a livello domestico fin dal 2018, ha spiegato che il problema non è derivato da un bug di sistema o da un calo di rete, bensì da una distrazione avvenuta durante le riprese. Quando il cameraman gli ha chiesto di mostrare verso la telecamera il display dello smartphone utilizzato per condurre l’auto, Ehsan Zafar Abbasi ha pigiato inavvertitamente il comando per svoltare a sinistra anziché quello per girare a destra, provocando la sterzata improvvisa che ha causato l’impatto con il mezzo delle forze dell’ordine.

Il giudizio delle autorità e il dibattito sulla sicurezza

A differenza di quanto accade solitamente in caso di incidenti che coinvolgono mezzi delle forze dell’ordine, i responsabili di Islamabad hanno affrontato l’accaduto con grande apertura e comprensione. Il sovrintendente di polizia dell’area urbana, il Dr. Ayaz Hussain, ha disposto un’attenta perizia tecnica su ogni componente software e hardware dell’apparecchio, confermando in sede ufficiale l’assoluta assenza di dolo o reato. Nel corso di una conferenza stampa condivisa con lo studente, i vertici di polizia hanno espresso parole di elogio per il talento del ragazzo, definendo i giovani inventori un patrimonio indispensabile per il futuro della nazione e chiudendo l’episodio come un semplice errore materiale avvenuto durante una prova sul campo.

L’incidente ha tuttavia sollevato interrogativi cruciali sulle misure di sicurezza necessarie durante le sperimentazioni su strade aperte al traffico. Lo stesso Muhammad Aalijah ha chiarito di aver mantenuto online il video non per mettere in ridicolo il ricercatore, ma per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli esperti sui rischi di soluzioni tecnologiche prive di una verifica preliminare in ambienti protetti. Sebbene in quel momento l’arteria di D-Chowk fosse poco trafficata, un disguido simile nel pieno del traffico cittadino avrebbe potuto provocare esiti molto più gravi. Nel frattempo, sul web la notizia è diventata terreno fertile per battute e meme, compresi commenti ironici sull’intelligenza artificiale che «va nel panico alla vista delle pattuglie». Al di là dello scherno online, i fatti mostrano il divario tra una brillante invenzione artigianale e una piattaforma sicura, evidenziando come l’integrazione di controlli ridondanti e di un sistema di arresto automatico di emergenza rappresenti un requisito imprescindibile per ogni collaudo futuro.

A cura della redazione

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