Bollette e affitti, il debito nasce dalle spese essenziali

Un'analisi sul sovraindebitamento delle famiglie italiane mostra che quasi nove nuclei familiari su dieci ricorrono a prestiti e finanziamenti per pagare bollette, affitti e costi indispensabili. Lo studio evidenzia come le difficoltà economiche derivino soprattutto dall'aumento delle spese quotidiane e non dagli acquisti di beni non essenziali

by Financial Day 24
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Bollette e affitti, il debito nasce dalle spese essenziali

Un’analisi sul sovraindebitamento delle famiglie italiane mostra che quasi nove nuclei familiari su dieci ricorrono a prestiti e finanziamenti per pagare bollette, affitti e costi indispensabili. Lo studio evidenzia come le difficoltà economiche derivino soprattutto dall’aumento delle spese quotidiane e non dagli acquisti di beni non essenziali

Per migliaia di famiglie italiane il problema non consiste nell’acquisto di beni di lusso o nel desiderio di concedersi vacanze costose. Le difficoltà economiche nascono invece dalla necessità di sostenere le spese indispensabili per la vita quotidiana. Lo conferma l’analisi condotta dal Centro Studi di Legge3.it sul target “Consumer”, che offre una fotografia molto diversa rispetto alla convinzione diffusa secondo cui il sovraindebitamento deriverebbe soprattutto da consumi eccessivi o da uno stile di vita sopra le proprie possibilità.

Lo studio evidenzia che l’88,7% dei fascicoli esaminati riguarda persone che hanno richiesto piccoli prestiti, cessioni del quinto, carte revolving e finanziamenti istantanei per riuscire a pagare bollette e canoni di locazione arretrati. Il ricorso al credito, quindi, nasce principalmente dalla necessità di affrontare spese essenziali come luce, gas, acqua e affitto. Gli acquisti non indispensabili continuano a esistere, ma rappresentano soltanto una quota marginale del fenomeno osservato.

Il debito medio supera i 243 mila euro

L’indagine mette in evidenza anche il peso economico del fenomeno. Sul campione analizzato, il debito medio raggiunge 243.381,36 euro. L’importo comprende l’esposizione complessiva nei confronti del fisco, delle banche e delle società finanziarie. All’interno di questa cifra il credito al consumo rappresenta circa il 20% del totale e include prestiti personali, cessione del quinto dello stipendio, carte revolving e formule di pagamento rateizzato come il Buy Now Pay Later.

I dati mostrano che il credito al consumo costituisce soltanto una parte dell’indebitamento complessivo, ma rappresenta spesso il primo strumento utilizzato dalle famiglie per affrontare un’emergenza economica. Quando il reddito non basta più a coprire tutte le spese, molte persone ricorrono infatti a nuovi finanziamenti per riuscire a rispettare le scadenze più urgenti, con il rischio di aggravare progressivamente la propria posizione debitoria.

Le bollette rappresentano il vero punto critico

L’aspetto più significativo dello studio riguarda le cause del sovraindebitamento. Quasi nove famiglie italiane su dieci arrivano a una situazione di forte difficoltà economica dopo avere già smesso di pagare almeno una bolletta domestica oppure il canone di locazione. La mancanza di risorse sufficienti costringe molte persone a stabilire delle priorità, cercando prima di garantire i bisogni fondamentali della famiglia.

I risultati dell’analisi ribaltano così la narrazione più diffusa sul credito al consumo. Il fenomeno maggiormente rappresentato non riguarda l’acquisto di beni di lusso, ma l’utilizzo di strumenti finanziari per pagare utenze domestiche, affitti e spese di prima necessità. Prestiti lampo, carte revolving e formule di pagamento dilazionato diventano così una soluzione temporanea per affrontare costi quotidiani sempre più difficili da sostenere.

“Il debito contratto per spese non essenziali esiste, ma rappresenta una quota limitata rispetto ai casi nei quali il credito serve a coprire le necessità quotidiane.”

Prestiti personali e carte revolving alimentano il fenomeno

I prestiti personali continuano a rappresentare la componente principale del credito al consumo tra i fascicoli analizzati. Le carte revolving risultano presenti nell’11,7% del portafoglio complessivo. Il valore medio di 187,19 euro indicato nello studio deriva dal calcolo effettuato sull’intero campione, comprendendo anche i casi nei quali questo strumento non compare.

Prendendo in considerazione esclusivamente i fascicoli che comprendono una carta revolving, il debito medio sale a circa 2.480 euro. Questo dato conferma come rate apparentemente contenute possano accumularsi nel tempo e contribuire ad aumentare il livello complessivo dell’indebitamento, soprattutto quando si sommano ad altri prestiti e ad ulteriori esposizioni finanziarie.

Una situazione che interessa tutto il Paese

L’analisi evidenzia differenze territoriali nell’incidenza di alcuni fattori, come la diffusione della cessione del quinto, delle carte revolving e degli arretrati sulle utenze domestiche. Nonostante queste variazioni, emerge una tendenza comune in tutta Italia.

Le famiglie italiane ricorrono sempre più frequentemente al credito per riuscire a sostenere il pagamento di bollette, affitti e altre spese indispensabili, mentre gli acquisti non essenziali incidono solo in misura limitata sul fenomeno del sovraindebitamento. Il campione preso in esame comprende esclusivamente debitori privati e non attività d’impresa. L’indagine offre quindi un quadro dettagliato delle difficoltà economiche che coinvolgono una parte significativa delle famiglie italiane, chiamate ogni mese a confrontarsi con il peso crescente delle spese essenziali.

A cura di Nora Taylor
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