Crolla l’artigianato in Italia: persi 400mila mestieri in dieci anni

Secondo la Cgia restano 1,37 milioni di imprese artigiane nel 2024, con un calo del 22%. Marche e Umbria le regioni più colpite

by Financial Day 24
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Crolla l’artigianato in Italia: persi 400mila mestieri in dieci anni

Secondo la Cgia restano 1,37 milioni di imprese artigiane nel 2024, con un calo del 22%. Marche e Umbria le regioni più colpite

L’artigianato italiano, per secoli pilastro dell’economia e dell’identità produttiva del Paese, sta vivendo una crisi profonda. In dieci anni si sono perse circa 400mila imprese artigiane, con un saldo che nel 2024 si ferma a 1,37 milioni di unità, secondo le rilevazioni della Cgia. Si tratta di un arretramento del 22%, che non solo fotografa la difficoltà di un settore chiave, ma rivela anche un cambiamento strutturale nel tessuto economico nazionale.

Il calo è generalizzato lungo tutta la penisola, ma assume tratti particolarmente drammatici in alcune regioni. Marche e Umbria registrano i peggiori risultati in rapporto alla popolazione, un dato che mette in luce la fragilità delle aree interne e dei distretti un tempo caratterizzati da forte vocazione artigiana. Il declino non risparmia settori storici come la manifattura del legno, la meccanica di precisione o la lavorazione dei metalli, tradizionalmente motori di sviluppo locale.

Tra le cause principali emergono la difficoltà di ricambio generazionale, l’accesso sempre più complicato al credito per le microimprese, la pressione fiscale e la concorrenza dei grandi player industriali e digitali. Molti giovani, pur eredi di saperi antichi, faticano a vedere nell’artigianato una prospettiva di crescita economica e sociale, orientandosi verso altri percorsi professionali.

Il ridimensionamento del comparto non riguarda solo le imprese, ma coinvolge anche l’intero ecosistema territoriale. Ogni bottega che chiude non rappresenta soltanto la perdita di un’attività economica, ma anche di un presidio sociale, di una tradizione culturale e di una capacità di produrre valore aggiunto legato alla qualità e alla personalizzazione dei beni.

La sfida per il futuro è quella di garantire misure di sostegno che possano ridare ossigeno alle imprese rimaste ma anche di ripensare il ruolo dell’artigianato nell’economia contemporanea, integrandolo con le tecnologie digitali, la sostenibilità e le nuove filiere produttive. Senza un cambio di passo, il rischio è che l’Italia perda uno dei tratti più distintivi della sua economia, riducendo la propria diversità produttiva e la capacità di competere non solo sui mercati globali, ma anche nella tenuta sociale dei territori.

A cura di Dario Lessa
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