Desertificazione bancaria: aumentano i comuni senza nemmeno una filiale
Sono già 4,6 milioni i cittadini che vivono in Comuni senza uno sportello
Il fenomeno denominato “desertificazione bancaria” si sta diffondendo sempre di più nel nostro Paese. Solo nel primo trimestre 2025 hanno chiuso 95 sportelli, una tendenza costante che ha portato quasi a quota 20mila il numero di chiusure. L’ultimo trimestre dell’anno scorso era stato il più drammatico con ben 432 chiusure. Il quadro, piuttosto preoccupante, emerge dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che ha incrociato e rielaborato i dati resi disponibili da Banca d’Italia e Istat. Le Regioni più colpite sono state Liguria (con un calo dell’1,2%), Veneto (- 1%) e Friuli Venezia Giulia (- 0,9%). In Calabria e in Umbria si è registrata l’apertura di uno sportello, in entrambi i casi dovuto a banche di credito cooperativo. In questo primo trimestre altri cinque Comuni sono rimasti privi di filiali sul loro territorio. Il numero complessivo è salito quindi a 3.386, pari al 42,9% del totale.
Continua ad aumentare anche il numero delle persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo: sono oltre 11 milioni. Di queste, più di 4,6 milioni (con un incremento dello 0,2%) vivono in Comuni totalmente desertificati, quasi 6,4 milioni (+1,3%) in Comuni in via di desertificazione, quelli con un solo sportello. Tra le province meno desertificate quelle di Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Grosseto, Pisa, Ragusa, Ravenna, Reggio Emilia. Le grandi città si collocano in posizioni più arretrate: Milano è al 22esimo posto, Roma al 37esimo, Napoli al 45esimo. Sugli ultimi gradini della classifica troviamo Vibo Valentia e Isernia. Per comprendere la reale portata del fenomeno i dati vanno letti in parallelo a quelli sulla diffusione dell’internet banking che in Italia è ancora modesta: in Italia lo utilizza solo il 55% degli utenti contro una media Ue del 67,2%. Da ciò si evince che la desertificazione bancaria rappresenta un acceleratore dell’esclusione sociale, soprattutto per le fasce anziane della popolazione, penalizzate dal minor livello di competenze digitali (tra i 65 e i 74 anni solo il 33,9% utilizza l’internet banking contro una media Ue del 44,7%).
A cura di Dario Lessa
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