Export a due velocità: il Centro vola, il Sud arretra
In sei mesi l’export cresce del 4,6% nelle regioni centrali, mentre crolla del 14% nel Mezzogiorno. Lazio protagonista con un +17,4%, Sardegna in difficoltà con -17,3%
L’ultima fotografia dell’Istat sull’andamento dell’export regionale mette in luce un’Italia divisa. Nei primi sei mesi dell’anno le regioni del Centro hanno registrato un incremento delle vendite all’estero del 4,6%, trainate soprattutto dal Lazio, che segna un vero e proprio exploit con un +17,4%. A fare da contraltare è il Mezzogiorno, dove le esportazioni sono crollate del 14%, con la Sardegna in particolare evidenza negativa: -17,3%.
Il dato segna una spaccatura evidente nelle performance territoriali e riflette la diversa struttura produttiva delle aree italiane. Nel Centro, il dinamismo è legato a settori ad alto valore aggiunto, come farmaceutica e componentistica, che hanno mostrato una maggiore capacità di tenuta sui mercati internazionali. Nel Lazio, in particolare, il comparto farmaceutico continua a rappresentare un motore di crescita decisivo, consolidando un primato già evidenziato negli anni precedenti.
Al Sud la situazione è opposta: il peso delle filiere energetiche e petrolifere, fortemente esposte alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime e alla contrazione della domanda, ha determinato un crollo delle esportazioni. La Sardegna, dove il comparto della raffinazione è centrale, ha subito la flessione più dura. Questo andamento non è nuovo ma pone con forza il tema della dipendenza da settori ciclici e volatili, che rendono l’economia meridionale più vulnerabile agli shock esterni.
Il quadro complessivo indica un’Italia a due velocità, in cui il potenziale competitivo si concentra nelle regioni in grado di innovare e diversificare i mercati di sbocco, mentre altre faticano a emanciparsi da una base produttiva legata a pochi settori tradizionali. La sfida per il prossimo futuro sarà capire se il rafforzamento del Centro potrà trainare anche altre aree o se, al contrario, la frattura territoriale tenderà ad ampliarsi, accentuando i divari economici già radicati.
A cura di Dario Lessa
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