Formaggi d’Italia, un’eccellenza globale

Il Belpaese secondo al mondo per l’export

by Financial Day 24
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Formaggi d’Italia, un’eccellenza globale

Il Belpaese secondo al mondo per l’export

Il nuovo report Ismea fotografa un settore in crescita costante: l’Italia si afferma come potenza lattiero-casearia sui mercati internazionali, grazie a qualità, tradizione e strategie di valorizzazione

Il comparto lattiero-caseario italiano continua a macinare successi sui mercati internazionali, con il formaggio come punta di diamante. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), l’Italia si posiziona oggi al secondo posto a livello mondiale per l’export di formaggi, preceduta soltanto dalla Germania. Un risultato che conferma il ruolo centrale del Made in Italy agroalimentare nel panorama globale e mette in luce la solidità e la capacità di adattamento di un settore profondamente radicato nella tradizione, ma sempre più proiettato verso l’innovazione e l’internazionalizzazione.

Il valore dell’export caseario italiano ha raggiunto livelli record, spinto sia dalla crescente domanda di prodotti di alta qualità sia dal rafforzamento della reputazione internazionale delle denominazioni DOP e IGP. Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Gorgonzola e Pecorino Romano sono solo alcuni dei nomi che trainano l’espansione commerciale. Il marchio Italia, associato a naturalità, gusto autentico e sicurezza alimentare, riscuote successo soprattutto in mercati maturi come Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito, ma cresce anche in Asia e Medio Oriente, dove la classe media è sempre più attratta dai simboli dell’eccellenza europea.

Oltre al fattore qualità, hanno inciso in maniera determinante gli investimenti nel marketing territoriale, nella logistica del freddo e nei processi di digitalizzazione delle filiere. Le imprese italiane del settore, spesso a conduzione familiare ma sempre più organizzate in consorzi e reti, hanno compreso l’importanza di presidiare i mercati esteri non solo con il prodotto ma con una narrazione efficace che valorizzi origine, metodo produttivo e legame col territorio.

La crescita dell’export caseario è anche un segnale di resilienza, considerando le sfide che il settore ha affrontato negli ultimi anni: crisi energetica, aumento dei costi delle materie prime, tensioni geopolitiche e concorrenza sleale da parte di produzioni che imitano i formaggi italiani senza rispettarne i disciplinari. Eppure, nonostante tutto, la domanda estera continua a premiare il prodotto autentico, sostenendo intere economie locali e promuovendo la cultura alimentare italiana nel mondo.

Il report Ismea invita infine a non abbassare la guardia: la leadership richiede continui investimenti in innovazione sostenibile, tracciabilità, tutela legale delle indicazioni geografiche e rafforzamento delle alleanze tra produttori. Solo così l’Italia potrà consolidare e magari superare il suo attuale secondo posto nel ranking mondiale, difendendo un patrimonio non solo economico, ma anche culturale.

A cura di Dario Lessa
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