Il lato nascosto di Internet: cos’è il Dark Web
Viaggio nei meccanismi del lato segreto di Internet
Film, serie TV e notizie di cronaca lo dipingono come un regno digitale di anarchia e mistero, un luogo quasi mitologico dove tutto è possibile e nulla è lecito. Ma cos’è davvero il Dark Web? E, soprattutto, come funziona? L’idea che esista una parte “nascosta” di Internet spaventa e affascina, spesso generando confusione.
L’obiettivo di questo articolo non è invitarvi a esplorare questi angoli remoti della rete, né alimentare paure infondate. L’obiettivo è armarvi di conoscenza. Fornirvi una mappa chiara per comprendere la struttura di Internet, demistificare il Dark Web e capire perché la sua esistenza è legata a doppio filo al concetto di anonimato, nel bene e nel male.
Per capire il Dark Web, dobbiamo prima renderci conto che l’Internet che usiamo tutti i giorni è solo la punta dell’iceberg. L’intera rete può essere suddivisa in tre livelli principali.
Surface Web (Web di superficie): È l’Internet che tutti conosciamo. Include tutti i siti web indicizzati dai motori di ricerca come Google, Bing o DuckDuckGo. Se potete trovarlo con una semplice ricerca, fa parte del Surface Web. Pensate a siti di notizie, social media, blog, siti di e-commerce come Amazon. È la parte pubblica e facilmente accessibile della rete.
Deep Web (Web sommerso): Questa è la porzione più grande di Internet, ma non ha nulla di intrinsecamente sinistro. Il Deep Web è semplicemente l’insieme di tutte le pagine non indicizzate dai motori di ricerca. Vi accediamo quotidianamente senza rendercene conto. Esempi pratici includono:
- La vostra casella di posta elettronica (Gmail, Outlook).
- Il vostro conto di home banking.
- I contenuti di un servizio in abbonamento come Netflix o Spotify.
- I database di un’azienda o di un’università.
- Il vostro profilo privato su un social network.
Dark Web: Questo è un piccolo sottoinsieme del Deep Web, ma con una differenza fondamentale: è costruito su reti di anonimato (le “darknet”) ed è accessibile solo tramite software specifici. La sua caratteristica principale è che nasconde l’identità e la posizione degli utenti e dei server che ospitano i siti.
Come funziona il Dark Web: la tecnologia dell’anonimato
L’accesso al Dark Web più comune avviene tramite la rete Tor (The Onion Router). Il nome “cipolla” (onion) è la metafora perfetta per descriverne il funzionamento.
Immaginate che la vostra richiesta di visitare un sito web sia una piccola lettera.
Senza Tor (nel Surface Web): Scrivete sulla busta l’indirizzo del destinatario e il vostro indirizzo come mittente. Il postino (il vostro provider Internet) la prende e la consegna. Tutti possono vedere da dove viene e dove va.
Con Tor (nel Dark Web): La vostra “lettera” viene inserita in tre buste crittografate, una dentro l’altra, come gli strati di una cipolla.
- Primo strato (Entry Node): La lettera viene inviata a un primo computer volontario nella rete Tor (un “nodo”). Questo nodo apre solo la prima busta, trovando le istruzioni per spedirla a un secondo nodo. Non sa chi sia il mittente finale (voi) né il destinatario finale (il sito web).
- Secondo strato (Relay Node): Il secondo nodo apre la seconda busta, trovando l’indirizzo di un terzo nodo. Conosce solo l’esistenza del primo e del terzo nodo, rendendo il percorso ancora più oscuro.
- Terzo strato (Exit Node): Il terzo nodo apre l’ultima busta e consegna la lettera al sito di destinazione. Il sito web vedrà la richiesta provenire da questo ultimo nodo, ma non avrà idea del percorso che ha fatto né, soprattutto, del vostro indirizzo IP originale.
Questo processo, chiamato “onion routing”, garantisce un alto livello di anonimato. I siti web su questa rete non hanno indirizzi normali come www.google.com, ma stringhe alfanumeriche complesse che terminano con il suffisso .onion. Questi indirizzi non possono essere aperti con un browser normale come Chrome o Firefox, ma richiedono software specifici come il Tor Browser.
Cosa si trova nel Dark Web? Luci e ombre
L’anonimato è uno strumento, e come ogni strumento può essere usato per scopi legittimi o criminali. È qui che nascono le luci e le ombre del Dark Web.
Le ombre (il lato illegale):
È l’aspetto più noto e pubblicizzato. L’anonimato offerto da reti come Tor viene sfruttato per attività illegali, tra cui:
- Marketplace illegali: Siti in stile “Amazon” dove vengono vendute droghe, armi, dati rubati (numeri di carte di credito, credenziali di account), software malevolo e documenti falsi.
- Forum criminali: Spazi di discussione per hacker, truffatori e altri criminali per scambiarsi tecniche e informazioni.
- Diffusione di materiale illegale e moralmente riprovevole.
- Servizi di riciclaggio di criptovalute.
Le luci (l’uso legittimo):
Tuttavia, il Dark Web non è solo questo. L’anonimato è una risorsa vitale per:
- Attivisti e dissidenti politici: In paesi con regimi autoritari e forte censura, il Dark Web è spesso l’unico modo per comunicare in sicurezza, organizzarsi e denunciare abusi senza essere tracciati e perseguitati.
- Giornalisti e whistleblower: Permette a fonti confidenziali (come Edward Snowden, inizialmente) di trasmettere informazioni sensibili ai giornalisti senza rivelare la propria identità e mettersi in pericolo.
- Cittadini preoccupati per la privacy: Persone che non vogliono che le grandi aziende tecnologiche e i governi traccino ogni loro mossa online.
- Accesso a informazioni censurate: Permette di accedere a siti di notizie, social media o libri bloccati da un governo.
A cura di Davide Cannata
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