Economia circolare: in Italia cresce l’acquisto di prodotti usati e di seconda mano
Il Paese sta vivendo una vera e propria rivoluzione silenziosa nei consumi
Negli ultimi anni, l’Italia sta vivendo una vera e propria rivoluzione silenziosa nei consumi: cresce in modo costante l’acquisto di prodotti usati e di seconda mano. Questo cambiamento non è solo una risposta alla crisi economica o all’aumento del costo della vita, ma riflette anche una crescente consapevolezza ambientale e l’adesione a modelli di economia circolare. L’economia circolare si basa su un principio semplice: ridurre gli sprechi, riutilizzare ciò che già esiste e valorizzare le risorse esistenti. In questo contesto, l’acquisto di prodotti usati – dai vestiti agli elettrodomestici, dai mobili ai dispositivi elettronici – rappresenta una scelta sostenibile, economica e sempre più apprezzata.
Secondo recenti studi di settore, oltre il 50% degli italiani ha acquistato almeno un prodotto di seconda mano nell’ultimo anno. La percentuale sale tra i giovani under 35, che mostrano una particolare sensibilità verso i temi ambientali e una propensione all’acquisto consapevole. Il mercato dell’usato è ormai trasversale, coinvolge tutte le fasce d’età e si diffonde su canali sia fisici (negozi, mercatini, outlet) che digitali (app e piattaforme online).
Tecnologia e digitale
L’evoluzione tecnologica ha avuto un ruolo chiave in questo trend. App come Vinted, Subito, Depop o Wallapop hanno reso più semplice, sicuro e conveniente scambiare oggetti tra privati. Grazie a queste piattaforme, l’usato non è più percepito come un bene “di scarto”, ma come un’alternativa intelligente, conveniente e spesso anche alla moda.
Scegliere l’usato riduce la domanda di nuovi beni, con un impatto positivo sull’ambiente: meno produzione, meno estrazione di materie prime, minori emissioni di CO2 e meno rifiuti. Inoltre, comprare e vendere prodotti di seconda mano consente anche di risparmiare o guadagnare denaro, rendendo il consumo più accessibile e democratico.
Secondo il Second Hand Effect Report, ogni anno in Europa la compravendita di oggetti usati evita l’emissione di milioni di tonnellate di CO2. Anche l’Italia contribuisce in modo significativo a questo risultato, posizionandosi tra i Paesi europei con la maggiore crescita nel settore.
Il trend è destinato a consolidarsi. Sempre più aziende stanno integrando modelli di economia circolare nei loro processi produttivi e commerciali. Alcune catene della grande distribuzione, ad esempio, offrono sezioni dedicate ai prodotti ricondizionati o rigenerati, mentre nascono nuovi marchi basati interamente sul riuso.
La sfida per il futuro sarà quella di superare i pregiudizi ancora presenti in alcune fasce della popolazione e incentivare una cultura del riutilizzo, supportata da politiche pubbliche, incentivi fiscali e campagne di sensibilizzazione.
A cura di Dario Lessa
Leggi anche: Sugar Tax: confermato il rinvio al 1° luglio 2025
Seguici su Instagram!