Inflazione: perché il carrello della spesa sale da 5 mesi

Il fenomeno è il risultato di diversi fattori combinati

by Financial Day 24
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Inflazione: perché il carrello della spesa sale da 5 mesi

Il fenomeno è il risultato di diversi fattori combinati

Negli ultimi cinque mesi, il carrello della spesa degli italiani continua a diventare sempre più caro, con un’inflazione che colpisce in modo particolare i beni di prima necessità. Gli aumenti non sono generalizzati a tutto il paniere ISTAT, ma si concentrano con maggiore forza su alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona. Questo significa che, pur in presenza di una dinamica inflazionistica complessivamente più contenuta rispetto ai picchi dello scorso anno, le famiglie percepiscono in modo molto più intenso il peso del rincaro, proprio perché colpisce ciò che acquistano quotidianamente.

Il fenomeno è il risultato di diversi fattori combinati. In primo luogo, nonostante un rallentamento dell’inflazione energetica, i costi di produzione e distribuzione restano elevati, e questo si riflette nei prezzi finali al consumatore. Le imprese della filiera alimentare devono ancora fare i conti con i rincari accumulati negli anni precedenti su energia, trasporti, fertilizzanti e materie prime agricole. Anche se alcune voci si sono stabilizzate, le tariffe restano comunque alte e l’effetto di trascinamento continua a incidere sui listini.

A pesare ulteriormente sono le tensioni geopolitiche, come i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, che impattano sulla disponibilità e sul costo delle materie prime, in particolare cereali, oli vegetali e carne. A ciò si aggiungono le conseguenze dei cambiamenti climatici: eventi estremi, siccità e ondate di calore compromettono i raccolti, facendo diminuire l’offerta e facendo aumentare i prezzi di frutta, verdura e altri alimenti freschi. Il risultato è che i generi alimentari, che costituiscono una parte fondamentale del carrello della spesa, registrano aumenti costanti e superiori rispetto alla media dell’inflazione.

Ma non sono solo i cibi a rincarare. I prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa seguono lo stesso trend, spesso con rincari anche più marcati. In un periodo in cui l’attenzione alla cura della persona è cresciuta, anche per effetto dell’esperienza pandemica, la domanda si mantiene stabile o in crescita, e le aziende ne approfittano per trasferire l’aumento dei costi ai consumatori. Questo contribuisce a un’erosione del potere d’acquisto delle famiglie, che si ritrovano a spendere di più anche solo per mantenere invariata la propria spesa settimanale.

La dinamica è particolarmente gravosa per le fasce a reddito medio-basso, che destinano una quota maggiore del loro budget proprio ai beni di consumo quotidiano. Le famiglie si trovano così costrette a modificare le proprie abitudini: si riduce la quantità acquistata, si scelgono marchi più economici o si rinuncia ad alcuni prodotti. I discount, infatti, continuano a registrare un aumento nelle vendite, a scapito dei supermercati tradizionali.

Il fatto che il carrello della spesa aumenti da cinque mesi consecutivi non è un’anomalia momentanea, ma l’effetto di una somma di elementi strutturali, congiunturali e psicologici. Finché non si ridurranno in modo significativo i costi lungo la filiera e non si stabilizzeranno gli equilibri globali, l’inflazione percepita dalle famiglie continuerà a essere più alta rispetto ai dati ufficiali. E il peso continuerà a gravare, in primo luogo, proprio sugli scaffali del supermercato.

A cura di Dario Lessa
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