Le nuove frontiere tecnologiche del controllo globale

Approfondimento sui nuovi sistemi di sorveglianza biometrica adottati a livello internazionale dalle potenze globali per monitorare la popolazione

by Davide Cannata
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Le nuove frontiere tecnologiche del controllo globale

Approfondimento sui nuovi sistemi di sorveglianza biometrica adottati a livello internazionale dalle potenze globali per monitorare la popolazione

L’uso dell’analisi biometrica è ormai diffuso su scala mondiale e coinvolge almeno 150 Paesi che utilizzano sistemi di riconoscimento facciale e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per attività investigative e di sorveglianza. Come riportato da La Sintesi, il fenomeno interessa realtà molto diverse, dalle democrazie occidentali alle autocrazie orientali, con approcci normativi profondamente differenti. Negli Stati Uniti emergono aziende come Clearview AI, che dispone di miliardi di immagini e consente confronti rapidi tra fotografie e database, e Palantir, fondata da Peter Thiel, partner tecnologico del Dipartimento della Difesa e di numerose agenzie federali. Se il riconoscimento facciale rappresenta l’occhio del sistema, l’analisi dei dati ne costituisce la mente, capace di individuare schemi e supportare le indagini.

Il modello cinese e la rete Skynet

La Cina rappresenta il caso più avanzato di sorveglianza su larga scala, con una rete chiamata Skynet che conta oltre 600 milioni di telecamere. Il sistema si concentra nelle aree urbane più densamente popolate e utilizza software in grado di analizzare in tempo reale caratteristiche fisiche, movimenti, abbigliamento e comportamenti. Secondo le autorità cinesi, la precisione raggiunge il 99,8 per cento. Inoltre, Skynet integra i dati visivi con altre informazioni digitali, creando un sistema capace di ricostruire spostamenti e attività delle persone monitorate, rendendo il controllo estremamente capillare.

Russia e Israele tra tecnologie e polemiche

Anche la Russia ha sviluppato strumenti avanzati come FindFace, piattaforma nata nel 2016 e oggi considerata tra le più invasive. Il sistema elabora migliaia di flussi video, riconosce volti, analizza caratteristiche fisiche e segue i movimenti nel tempo, includendo anche il monitoraggio dei veicoli. In Israele, invece, il sistema Blue Wolf viene utilizzato nei territori della Cisgiordania. I militari possono scattare foto con smartphone e ottenere risposte immediate tramite un codice colore: verde indica una situazione non problematica, giallo richiede verifiche, rosso segnala un potenziale rischio. Questo sistema ha alimentato un forte dibattito internazionale su sicurezza e diritti civili.

L’Europa e il nodo tra sicurezza e libertà

A differenza di altri contesti globali, l’Europa mantiene norme più restrittive sull’uso delle tecnologie biometriche, cercando di bilanciare innovazione e tutela delle libertà individuali. Tuttavia, la crescente diffusione di questi strumenti solleva interrogativi sempre più urgenti. Da un lato, governi e forze di sicurezza evidenziano l’efficacia nella prevenzione dei reati; dall’altro, esperti e associazioni sottolineano i rischi legati alla raccolta massiva di dati personali e a forme di controllo pervasivo. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e rapido sviluppo tecnologico, il confronto tra sicurezza e diritti fondamentali appare destinato a intensificarsi.

A cura della redazione

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