Il Digital Services Act ha nominato l’AGCOM quale garante della sicurezza digitale in Italia. Questa posizione diventa cruciale nell’era dell’intelligenza artificiale, dove l’AI Act europeo definisce i confini per le piattaforme online. Monitorare la manipolazione dei dati e delle notizie è diventata una priorità per salvaguardare non solo la società, ma anche la stabilità dei sistemi informativi.
Le sfide dell’intelligenza artificiale nel settore informativo
I contenuti creati artificialmente possono alterare la percezione pubblica in pochi istanti. Ricordiamo i falsi video di Brad Pitt ed Emma Stone sulla crisi in Ucraina: esempi perfetti di come l’intelligenza artificiale possa produrre deepfake convincenti. Queste clip hanno viaggiato sui social network superando migliaia di visualizzazioni e dimostrando la potenza dirompente delle tecnologie generative.
Secondo Lee McIntyre in ‘Post-verità’ (Utet, 2019), l’utente vive una costante incertezza epistemica. L’intelligenza artificiale alimenta il giornalismo automatizzato, ma purtroppo sostiene anche operazioni opache. Newsguard (aprile 2024) ha denunciato siti che, per pochi dollari, usano l’intelligenza artificiale per generare disinformazione politica su larga scala, minando la fiducia dei lettori nelle fonti ufficiali.
Competenze di AGCOM e intelligenza artificiale
Nonostante i pericoli, l’intelligenza artificiale è un’arma preziosa per chi deve analizzare grandi moli di dati e fare fact checking. Grazie all’incrocio tra DSA e normativa nazionale come il TUSMA, l’AGCOM ha il potere di intervenire contro contenuti audiovisivi che minacciano i diritti dei cittadini. La protezione del pubblico passa per una vigilanza costante e un’alfabetizzazione digitale necessaria per navigare nel futuro.
A cura della redazione
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