Milano, finta retata e verbali falsi: 5 arresti nella Locale

Le immagini della videosorveglianza smentiscono il verbale ufficiale: smascherata la finta retata antidroga organizzata con un'auto civetta guidata da un'esterna

by Davide Cannata
0

Milano, finta retata e verbali falsi: 5 arresti nella Locale

Le immagini della videosorveglianza smentiscono il verbale ufficiale: smascherata la finta retata antidroga organizzata con un’auto civetta guidata da un’esterna

Un tempestivo e incisivo accertamento condotto direttamente dall’interno della stessa struttura ha fatto emergere un grave episodio di malaffare che vede coinvolta la Polizia Locale di Milano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino su istanza del pubblico ministero Giovanni Tarzia, ha colpito un commissario e quattro operatori. I cinque sono ritenuti responsabili di aver costituito una vera e propria “squadretta” dedita alla creazione di verbali falsi, all’esecuzione di fermi illegittimi e all’appropriazione di somme di denaro durante le attività di servizio. I reati contestati comprendono il peculato, l’arresto illegale e il falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.

L’intervento per la notifica delle misure è stato effettuato dai colleghi del Reparto Radiomobile del comando di Piazza Beccaria. Nel settore protetti del carcere di San Vittore sono finiti la commissaria quarantatreenne Ilenja Sabato insieme agli agenti ventottenne Mattia Rignanese, ventisettenne Denni Dileo, trentascinquenne Rosario Piscopo e cinquantaquattrenne Vincenzo Compagnone. Per quest’ultimo si tratta di una seconda vicenda giudiziaria, poiché risulta già a processo con le accuse di lesioni aggravate e falso in relazione al pestaggio della donna transgender Bruna, avvenuto a Milano il 24 maggio 2023. La magistratura ha optato per la carcerazione preventiva per evitare che gli indagati potessero inquinare le prove o reiterare le condotte criminose, ritenendo che si trattasse di una prassi consolidata nel tempo e non di una singola deviazione isolata.

Il blitz simulato a Corsico e la prova decisiva delle telecamere

L’avvio dei riscontri investigativi si deve alla segnalazione inoltrata dal legale di un cittadino nordafricano arrestato con l’accusa di spaccio il 16 luglio. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la squadra avrebbe pianificato un’operazione antidroga fittizia, attirando il presunto spacciatore all’interno di un parcheggio situato in viale Liberazione a Corsico, località dell’hinterland milanese che non rientra nell’ambito di competenza territoriale della Polizia Locale di Milano. Alla condotta avrebbe preso parte anche una donna civile, estranea al corpo, impiegata come finta acquirente alla guida di un’autovettura civetta della polizia senza averne alcun titolo. Dopo la cessione di circa cinquecento grammi di hashish a fronte del versamento di millequattrocentocinquanta euro, gli operanti sono intervenuti bloccando l’uomo. Durante il fermo, la somma consegnata per la droga è stata trattenuta dagli agenti senza essere sottoposta a sequestro né inserita nei verbali ufficiali, configurando l’ipotesi di peculato.

Per mascherare lo sconfinamento fuori dal territorio comunale e coprire le irregolarità procedurali, gli indagati avrebbero redatto atti palesemente difformi dal vero. Nel verbale d’arresto firmato dalla commissaria Sabato e dai suoi uomini è stato dichiarato che l’operazione si era svolta a Milano, precisamente in via Lodovico il Moro 201, inventando di sana pianta una violenta reazione dell’indagato e un tentativo di fuga mai avvenuto. Inoltre, è stato attestato falsamente che lo stupefacente era stato rinvenuto all’interno dell’autovettura del fermato a seguito di perquisizione. La svolta fondamentale nelle indagini si è avuta quando la difesa dell’arrestato ha richiesto l’acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza nell’area dell’intervento. Le immagini registrate nel parcheggio di Corsico hanno smentito punto per punto la ricostruzione fornita dalle forze dell’ordine, mostrando la reale dinamica della cessione e confermando le dichiarazioni rese dal fermato. In aggiunta, gli accertamenti tecnici hanno rilevato che la telecamera di sicurezza posizionata nei pressi del distributore di carburante in via Lodovico il Moro a Milano risultava singolarmente orientata in un’altra direzione nell’orario indicato nel verbale.

Gli ulteriori accertamenti della Procura e le risposte del Comando

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il giudice per le indagini preliminari ha evidenziato la particolare gravità della condotta, sottolineando come la privazione della libertà personale di un cittadino sia scaturita da atti confezionati ad arte da chi avrebbe dovuto tutelare la legalità. Sebbene la misura restrittiva attuale riguardi formalmente l’episodio del 16 luglio, la Procura sta estendendo gli accertamenti a diverse altre operazioni condotte negli ultimi mesi dalla medesima unità. L’ipotesi degli investigatori è che il gruppo agisse abitualmente con lo stesso schema coordinato per alterare i controlli territoriali, appropriandosi di denaro o beni non registrati nelle relazioni di servizio.

Il comandante della Polizia Locale di Milano, Gianluca Mirabelli, ha espresso fermezza nel commentare l’esito delle indagini, evidenziando come l’accertamento dei fatti sia stato completato in soli quindici giorni grazie al lavoro interno del Comando sotto la guida dell’autorità giudiziaria. Mirabelli ha definito la vicenda “dolorosa ma necessaria a dimostrare la capacità di reazione e l’intolleranza verso condotte illecite”, ribadendo che le responsabilità di pochi individui non possono scalfire l’operato e l’onorabilità degli oltre tremila e trecento appartenenti al corpo. Sul fronte difensivo, i legali di tre dei cinque agenti coinvolti hanno invitato alla cautela e alla riservatezza, ricordando che le contestazioni rappresentano al momento ipotesi investigative da verificare nelle opportune sedi processuali. La difesa ha ribadito il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, confermando piena fiducia nell’operato della magistratura in vista degli interrogatori di garanzia previsti di fronte al giudice.

A cura della redazione

Leggi anche: Biotecnologie estreme: quanto manca all’immortalità?

Seguici su Facebook e Instagram!

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!