Nomina Mazzi: il settore turistico riparte con una nuova guida
Una sintesi dei passaggi cruciali che hanno segnato l’ascesa di Gianmarco Mazzi fino al giuramento davanti al Capo dello Stato
L’esponente di Fratelli d’Italia, Gianmarco Mazzi, ha ufficialmente assunto l’incarico di ministro del Turismo, prendendo il posto della dimissionaria Daniela Santanchè. La cerimonia di giuramento si è svolta presso il Quirinale alle ore 10:30, dove il nuovo ministro è giunto insieme alla sua caposegretaria al MiC, Rita Rubini, per formalizzare la nomina davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche la Premier Giorgia Meloni ha presenziato all’evento, lasciando il palazzo alle 10:56. Subito dopo l’insediamento, Mazzi ha espresso la sua gratitudine dichiarando che il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana e aggiungendo di essere onorato di questo incarico per il quale ringrazia la fiducia accordatagli. Al neo ministro sono giunti prontamente gli auguri di Alessandro Giuli, il quale lo ha ringraziato per l’ottimo lavoro svolto al Mic, rivolgendo al contempo un affettuoso saluto a Daniela Santanchè con cui ho lavorato in perfetta armonia e un ringraziamento a Giorgia Meloni per la prontezza dimostrata nella gestione di questa fase.
Una carriera tra diritto, spettacolo e grandi eventi internazionali
Nato a Verona sessantacinque anni fa, Gianmarco Mazzi vanta un percorso formativo di stampo classico e una laurea in giurisprudenza con una tesi intitolata L’intervento pubblico nel campo dello spettacolo fra promozione culturale e mercato. La sua avventura professionale decolla nel 1981 quando, insieme a Mogol, Gianni Morandi e Gianluca Pecchini, dà vita alla Nazionale Cantanti. Dal 1984 si dedica ad attività culturali e manageriali nel mondo televisivo, collaborando con icone della musica come Caterina Caselli, Fabrizio De André, i Pooh, Lucio Dalla e Adriano Celentano, che definisce come la sua famiglia. Tra le sue amicizie e collaborazioni storiche figurano Mina, Eros Ramazzotti, Michael Jackson e Pippo Baudo. Più che un manager, Mazzi ama definirsi uno chef che confeziona eventi, talvolta con responsabilità autoriali, sottolineando il suo ruolo creativo nella produzione di grandi manifestazioni.
Dal successo di Sanremo al ruolo di governo con Giorgia Meloni
Il curriculum di Mazzi include momenti di grande prestigio internazionale, come l’organizzazione della Partita del Cuore per la pace nel 2000 allo stadio Olimpico di Roma davanti a Carlo Azeglio Ciampi, Shimon Peres e Yasser Arafat. Il suo impegno umanitario a Baghdad nel 2003 gli è valso il Manforpeace Award, consegnato dal Dalai Lama e Mikhail Gorbaciov. Nel corso della sua carriera ha guidato il Festival di Sanremo dal 2003 al 2011, prodotto l’opera Giulietta e Romeo di Riccardo Cocciante all’Arena di Verona e curato progetti per Dario Fo e programmi come The Voice. Tra i suoi traguardi figurano l’opening di Expo 2015 con Andrea Bocelli e l’evento record La notte di Vasco a Modena Park. Entrato in politica ed eletto alla Camera, è stato nominato sottosegretario alla Cultura nel novembre 2022. Sposatosi nel 2020 con una funzionaria del tribunale di Verona dopo 21 anni di convivenza, il ministro ha risposto alle critiche di Mario Luzzatto Fegiz sulla mancanza di studi in conservatorio affermando: Neppure un dio della musica come Paul McCartney ha studiato al conservatorio. E Luciano Pavarotti si scriveva le note musicali con un metodo tutto suo. Però sono un istintivo. Capii fin da subito il talento dei Negramaro e di molti altri.
A cura della redazione
Leggi anche: Il commercialista risponde: serve la partita IVA per vendere su Vinted?
Seguici su Instagram!