Riconoscimento Unesco: un affare d’oro per l’Italia?
Il prossimo 10 dicembre potrebbe segnare una svolta epocale per l’economia e il turismo grazie al verdetto sulla Cucina Italiana
Il mondo è in attesa del 10 dicembre, data cruciale in cui è previsto il verdetto sulla candidatura della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco. Questa prospettiva non è solo una celebrazione culturale ma si traduce in un potenziale volano significativo per l’economia dell’Italia intera. L’ottenimento di questo prestigioso riconoscimento innesca quasi sempre una dinamica economica altamente positiva, come dimostrano i recenti studi sul valore del marchio.
Il vantaggio competitivo del marchio Unesco
I territori e le tradizioni che riescono a ottenere l’ambita etichetta Unesco manifestano generalmente un impatto economico notevolmente più robusto rispetto a quelli che ne rimangono sprovvisti. Questa differenza è particolarmente evidente nell’analisi dei flussi turistici, dove si registra un sensibile aumento delle presenze di visitatori internazionali. Parallelamente al settore del turismo, anche i dati relativi al lavoro mostrano una crescita incoraggiante, alimentando l’occupazione locale.
Le prime evidenze scientifiche a sostegno
Queste conclusioni emergono chiaramente dai primi risultati dello studio interdisciplinare intitolato “Impatto economico dei riconoscimenti Unesco”, avviato nel 2023. La ricerca è condotta dalla Cattedra Unesco dell’Università Unitelma Sapienza di Roma e diretta dal professor Pier Luigi Petrillo, esperto di Cultural heritage and food presso la Luiss Guido Carli. Lo studio evidenzia come il riconoscimento Unesco funga da catalizzatore, amplificando la visibilità globale e l’attrattività di un determinato patrimonio.
Un investimento sul futuro del Made in Italy
Il potenziale sigillo di approvazione per la cucina italiana valorizza in modo esponenziale l’intera filiera agroalimentare e ristorativa della nazione. Ottenere questo titolo non rappresenta semplicemente un onore; costituisce un vero e proprio investimento strategico nel Made in Italy a livello planetario. Tale riconoscimento promette di generare un circolo virtuoso di sviluppo sostenibile, aumentando l’esportazione di prodotti tipici e rafforzando l’immagine dell’Italia come meta gastronomica d’eccellenza.
Di Dario Lessa
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