Russia, il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Paese è sull'orlo della recessione

by Financial Day 24
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Russia, il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Paese è sull’orlo della recessione

Il Ministro dello Sviluppo Economico russo, Maksim Reshetnikov, ha lanciato un allarme preoccupante sull’economia nazionale, dichiarando apertamente che la Russia si trova «sull’orlo della recessione». Le parole del ministro sono arrivate durante una sessione del Consiglio dei Ministri, in un momento di crescenti difficoltà economiche legate a sanzioni internazionali, rallentamento industriale e calo della domanda interna. Secondo Reshetnikov, tra le cause principali della crisi imminente vi sono le sanzioni occidentali prolungate, che continuano a pesare su settori chiave come l’energia, l’alta tecnologia e la finanza. «Stiamo assistendo a una forte riduzione degli investimenti esteri e a un calo della produzione industriale del 3,2% nell’ultimo trimestre», ha affermato il ministro.

A pesare ulteriormente sul quadro economico è l’inflazione persistente, che ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie. I prezzi al consumo sono aumentati del 7,1% su base annua, mentre la crescita dei salari reali è rimasta stagnante.

I segnali preoccupanti dal mercato interno

Il settore dei consumi, tradizionalmente uno dei pilastri della crescita economica russa, mostra segnali di debolezza: le vendite al dettaglio sono diminuite del 4,5% rispetto all’anno scorso. Anche la produzione agricola e quella manifatturiera risultano in calo, mentre il settore delle costruzioni è in stallo.

«Se le attuali dinamiche non verranno invertite entro il prossimo semestre, entreremo formalmente in recessione tecnica,» ha dichiarato Reshetnikov.

Il governo russo sta studiando misure per stimolare la domanda interna e sostenere le imprese, tra cui una possibile riduzione dell’IVA, incentivi per gli investimenti e un aumento della spesa pubblica per infrastrutture. Tuttavia, gli spazi di manovra sono limitati dalla pressione sul bilancio statale e dalla necessità di mantenere la stabilità del rublo. Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita per la Russia, stimando un PIL in contrazione dello 0,9% per l’anno in corso.

Reazioni e preoccupazioni

Le parole del ministro hanno suscitato preoccupazione sia tra gli analisti economici che tra i cittadini. Mentre alcuni esperti chiedono una maggiore apertura al dialogo internazionale per allentare le sanzioni, altri invocano una riforma strutturale dell’economia russa, ancora fortemente dipendente dalle esportazioni di materie prime.

Nel frattempo, il Cremlino mantiene una posizione prudente. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che «la situazione è sotto controllo» e che il governo «sta lavorando a un piano di stabilizzazione economica a medio termine». Con l’economia russa in bilico, i prossimi mesi si preannunciano decisivi per il futuro del Paese.

A cura di Dario Lessa
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