Sigarette e tabacco: rincari in arrivo con la nuova manovra
Dal prossimo gennaio i consumatori dovranno affrontare rincari significativi su sigarette tradizionali, tabacco e dispositivi elettronici
Il panorama economico italiano si prepara ad affrontare una nuova ondata di rincari che toccherà direttamente le abitudini di milioni di consumatori a partire dal 1° gennaio 2026. La manovra finanziaria in via di approvazione, infatti, introduce significativi incrementi delle accise sui prodotti del tabacco e sui dispositivi correlati, una mossa che mira sia a rimpinguare le casse statali sia a scoraggiare il fumo. Questo aumento delle imposte indirette si traduce inevitabilmente in un costo maggiore che i fumatori dovranno sostenere quotidianamente per l’acquisto dei loro prodotti preferiti.
L’aumento del costo delle sigarette tradizionali
Le sigarette tradizionali, che costituiscono ancora la fetta più ampia del mercato, subiranno un incremento ponderato che varierà a seconda della fascia di prezzo specifica e della marca. Si stima che il prezzo medio di un pacchetto subirà un aumento che oscillerà tra i venti e i quaranta centesimi di euro, portando il costo complessivo vicino alla soglia dei sei euro per la maggior parte dei pacchetti in commercio. Questo adeguamento si basa sull’aumento dell’onere fiscale per singola unità di prodotto, spostando l’equilibrio della tassazione a danno del consumatore finale.
Il rincaro del tabacco trinciato e dei prodotti innovativi
Anche il tabacco trinciato, molto apprezzato da chi preferisce le sigarette fatte a mano, vedrà aumentare il proprio costo, con un impatto percentuale a volte anche superiore rispetto alle sigarette confezionate. Parallelamente, gli aumenti non risparmiano le nuove categorie di prodotti, come il tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche (e-cig), che fino a poco tempo fa godevano di un regime fiscale più agevolato. Per il tabacco riscaldato, l’accisa vedrà un ulteriore incremento, allineando progressivamente la sua tassazione a quella del fumo tradizionale, rendendolo meno competitivo.
Sigarette elettroniche: le accise sui liquidi da inalazione
Per quanto concerne le sigarette elettroniche, l’aumento delle accise si concentrerà in particolare sui liquidi da inalazione, sia quelli contenenti nicotina che quelli privi di essa. Questo significa che i vapers dovranno sostenere un esborso maggiore per i flaconi di liquido, modificando le loro abitudini di acquisto e potenzialmente spingendo alcuni a riconsiderare l’alternativa del fumo tradizionale o la riduzione dei consumi. Questi rincari rappresentano un chiaro segnale di come lo Stato intenda trattare fiscalmente tutte le forme di consumo di nicotina o prodotti ad essa assimilati, uniformando la base imponibile.
Impatto economico e riflessioni sul consumo
Dal punto di vista economico, questi aumenti rappresentano una significativa fonte di entrate per l’erario pubblico, contribuendo a finanziare la spesa statale in vari settori. Tuttavia, si sollevano anche interrogativi sull’efficacia di questa politica come strumento di salute pubblica; è fondamentale monitorare se l’aumento dei prezzi produrrà una reale diminuzione dei consumi o se, al contrario, incoraggerà l’acquisto di prodotti di contrabbando a basso costo, eludendo la tassazione legale. L’introduzione di questi aumenti sul tabacco e derivati innescherà una rivalutazione delle spese da parte di molti consumatori italiani.
Di Dario Lessa
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