Tassa di soggiorno: i comuni italiani che incassano di più dal turismo

Dalle grandi città d’arte alle località balneari di lusso, ecco dove il gettito della tassa di soggiorno vale milioni e contribuisce in modo cruciale alle casse comunali

by Financial Day 24
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Tassa di soggiorno: i comuni italiani che incassano di più dal turismo

Dalle grandi città d’arte alle località balneari di lusso, ecco dove il gettito della tassa di soggiorno vale milioni e contribuisce in modo cruciale alle casse comunali

La tassa di soggiorno rappresenta una delle principali fonti di entrata autonoma per molti comuni italiani, soprattutto quelli a forte vocazione turistica. Introdotta per finanziare i servizi legati al turismo e mitigare gli impatti del sovraffollamento, questa imposta locale viene applicata su ogni pernottamento in strutture ricettive, con importi variabili in base alla categoria dell’alloggio e alla durata del soggiorno. Ma quali sono i comuni che riescono a capitalizzare maggiormente questa leva fiscale?

Al vertice della classifica svetta Firenze, che ogni anno incassa decine di milioni di euro grazie al flusso costante di turisti italiani e internazionali. Milano segue a ruota, forte di un turismo business che si è progressivamente ibridato con quello culturale e fieristico. La città ha saputo trarre beneficio anche dalla crescita del turismo internazionale post-Expo e dalla grande offerta alberghiera di fascia medio-alta. Venezia occupa il terzo gradino del podio, anche se con un numero inferiore di presenze, ma compensato da una tariffazione più incisiva e dall’alto valore percepito del soggiorno in laguna. 

Interessante è anche la performance di alcune località balneari e montane, come Rimini, Jesolo, Sorrento, Courmayeur e Cortina d’Ampezzo, che nei mesi di alta stagione riescono a registrare incassi importanti, spesso superiori a quelli di comuni molto più popolosi. In questi territori, la tassa di soggiorno viene utilizzata non solo per migliorare i servizi ai turisti, ma anche per sostenere eventi, infrastrutture e iniziative promozionali.

Non mancano infine i casi emblematici di comuni medi o piccoli che, pur non figurando ai vertici assoluti per valore assoluto, raggiungono quote elevate in proporzione alla loro popolazione. È il caso, ad esempio, di Positano o Taormina, dove la densità turistica genera introiti pro capite estremamente elevati.

Il dibattito sull’efficacia e sull’equità della tassa di soggiorno rimane aperto, specialmente in un Paese dove il turismo rappresenta una quota rilevante del PIL e dove i servizi comunali spesso faticano a reggere la pressione della stagionalità. Tuttavia, la classifica degli incassi mostra chiaramente come questa misura, se ben gestita, possa diventare uno strumento strategico per finanziare la manutenzione urbana, la raccolta rifiuti, la sicurezza e la promozione turistica, restituendo valore anche ai residenti.

Classifica dei Comuni per gettito da tassa di soggiorno (2024)

  1. Firenze –  € 76,9 milioni: in crescita del +10% rispetto al 2023, confermandosi in testa alla graduatoria comunale
  2. Milano – circa € 76,5 milioni: aumento del +23% anno‑su‑anno
  3. Venezia – poco meno di € 40 milioni, con un incremento contenuto del +4% sul 2023
  4. Trento – circa € 29,7 milioni
  5. Napoli – € 19 milioni, +9% rispetto al 2023
  6. Bologna – € 15,4 milioni, +22% sul 2023
  7. Rimini – raccolti € 14,7 milioni, con incremento del +28%
  8. Torino – € 10,3 milioni, in leggero aumento rispetto ai € 9,8 milioni del 2023 
  9. Sorrento – € 9,1 milioni, +32% anno‑su‑anno; è il comune più piccolo tra i top 10
  10. Palermo – € 8,7 milioni, quasi raddoppiati rispetto ai € 4,8 milioni del 2023

A cura di Dario Lessa
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