Tlc, Italia quinta in Europa per il 5G ma la burocrazia frena la corsa

Secondo il rapporto I-Com, servono in media 144 giorni per ottenere i permessi sulle infrastrutture mobili

by Financial Day 24
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Tlc, Italia quinta in Europa per il 5G ma la burocrazia frena la corsa

Secondo il rapporto I-Com, servono in media 144 giorni per ottenere i permessi sulle infrastrutture mobili

L’Italia si colloca al quinto posto tra i Paesi dell’Unione europea per diffusione delle reti 5G, ma il traguardo si tinge di luci e ombre. C’è un’Italia che cerca di viaggiare veloce, spinta dalla fibra e dal 5G. E ce n’è un’altra, più lenta, frenata da carte bollate, iter infiniti e una burocrazia che ancora non si è accorta di vivere nell’era digitale. Appare con questi contorni la fotografia scattata dallo studio “Verso la nuova connettività” dell’Istituto per la Competitività (I-Com): think tank che ha realizzato questo lavoro nell’ambito di Futur#Lab: progetto in collaborazione con Join Group e con la partnership di Ericsson, Fibercop, Inwit, Open Fiber, Unidata e Wind Tre.

Secondo il documento, occorrono in media 144 giorni per completare gli iter autorizzativi legati alla costruzione o all’ammodernamento delle infrastrutture mobili, un tempo ben superiore a quello di molti partner europei. «Persistono ritrosie e, in alcuni casi, vere e proprie violazioni delle procedure da parte degli enti locali», ha sottolineato il presidente di I-Com, Stefano da Empoli, evidenziando come la frammentazione normativa e l’eccessiva discrezionalità amministrativa producano incertezza e rallentamenti. Nonostante la normativa nazionale punti a semplificare i processi e promuovere una maggiore uniformità territoriale, le prassi operative restano disomogenee e, spesso, in contrasto con le linee guida centrali.

Il paradosso è che, mentre il 5G rappresenta una delle chiavi per la digitalizzazione di imprese e pubbliche amministrazioni, l’Italia continua a scontare il peso di una burocrazia che limita la velocità di adozione. La lentezza degli iter per le autorizzazioni si traduce in ritardi nell’attivazione delle reti di nuova generazione, compromettendo la capacità del Paese di sostenere la trasformazione industriale e l’innovazione tecnologica.

Nonostante le difficoltà, l’Italia mantiene una posizione di rilievo nel panorama europeo, grazie anche agli investimenti degli operatori e al crescente impegno del settore pubblico nella diffusione della banda ultralarga. Tuttavia, la sfida per i prossimi anni sarà quella di conciliare sviluppo tecnologico e governance amministrativa, riducendo i tempi di approvazione e rafforzando la collaborazione tra Stato e autonomie locali.

A cura di Dario Lessa
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