Volano i gioielli, crollano gli smartphone
L’indagine del Codacons con numeri: quanto sono aumentati o diminuiti i prezzi dal 2019 al 2025
Negli ultimi sei anni il “termometro prezzi” dell’Italia mostra oscillazioni molto forti, tra beni che hanno quasi raddoppiato il loro costo e altri che si sono deprezzati drasticamente. Secondo l’analisi del Codacons, basata su dati Istat, confrontando i listini al dettaglio del 2019 con quelli del 2025, emergono trend chiave che variano molto da settore a settore.
La categoria che ha registrato il maggior balzo è quella dei gioielli: anelli, parure, orecchini, collane costano oggi mediamente +80,1% in più rispetto a sei anni fa.
Questo aumento è direttamente legato all’andamento delle materie prime: l’oro, per esempio, è passato da circa 1.500 a 3.300 dollari l’oncia in questo arco temporale, per un incremento di +120%.
Anche altri settori hanno subito rincari molto consistenti. L’energia elettrica sul mercato libero è cresciuta di circa +60,4%. Il burro è aumentato di quasi +59,7%. I pacchetti vacanza nazionali costano oggi +58,2% rispetto al 2019. Anche prodotti alimentari come pesche e nettarine segnano un +57%, olio d’oliva un +52% circa.
Al contrario, il settore tecnologico mostra una netta tendenza al ribasso. Gli smartphone, incluse le linee “telefoni cellulari e simili”, hanno perso quasi il −55% del loro prezzo medio rispetto a sei anni fa. Le schede di memoria (“supporti per la registrazione”) segnano un calo di −37,6%. Gli aspirapolveri e altri apparecchi per la pulizia domestica hanno subito una diminuzione di circa −33%. Per computer portatili, tablet e palmari il calo è più contenuto ma comunque significativo, attorno al −14,6%. Anche test di gravidanza e dispositivi di contraccezione sono più economici: circa −12,9%. Infine, il vino di qualità mostra un calo non enorme ma percepibile, circa −5,9% rispetto al 2019.
A cura di Dario Lessa
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