Mondiale in vendita: Infantino apre ai fondi dei Trump
La Fifa quota il calcio globale raccogliendo capitali privati negli Stati Uniti, ma l’Uefa convoca d’urgenza i vertici europei per bloccare l’operazione commerciale
Un’onda d’urto finanziaria si è abbattuta sulle istituzioni del calcio dopo l’indiscrezione svelata dal quotidiano britannico Financial Times e confermata da Zurigo. Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha annunciato ufficialmente il piano per la creazione della “Fifa Forward Enterprise”, una holding commerciale valutata la bellezza di venti miliardi di dollari destinata a gestire in esclusiva i diritti del Mondiale. L’obiettivo dichiarato dell’operazione consiste nel raccogliere 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell’anno cedendo quote di minoranza ad acquirenti privati selezionati con estrema cura dalla dirigenza elvetica.
Tra i colossi finanziari direttamente coinvolti figura la banca d’affari newyorkese JP Morgan, ma a far tremare i palazzi della politica e dello sport è la presenza tra i potenziali investitori del fondo Thrive Eternal. La struttura d’investimento risulta guidata da Joshua Kushner, fratello del ben più noto Jared Kushner, storico genero dell’ex presidente statunitense Donald Trump. Questo intreccio economico e familiare ha provocato un’immediata reazione di sdegno da parte dei vertici dell’Uefa, che hanno duramente condannato la manovra definendola una grave mancanza di trasparenza istituzionale.
“Questo oltrepassa un limite che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai superare. L’anima e la governance del calcio non sono beni da mettere sul mercato, tanto più in assenza totale di trasparenza su chi ne trarrebbe vantaggi economici.” (Comunicato Ufficiale Uefa)
Di fronte a un potenziale stravolgimento degli equilibri sportivi, i vertici del calcio europeo hanno indetto con urgenza una riunione straordinaria d’emergenza programmata proprio per la giornata odierna. L’iniziativa ha raccolto il sostegno immediato della ministra francese dello Sport Marina Ferrari, la quale ha sottolineato sui propri canali social la necessità inderogabile per i paesi membri di presentarsi compatti contro la privatizzazione della disciplina.
I legami strategici tra la presidenza della Fifa e l’entourage politico della famiglia Trump si sono stretti notevolmente dopo il successo finanziario dell’ultimo Mondiale disputato tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’edizione da record ha generato un incasso complessivo di circa dodici miliardi di dollari, convincendo Infantino della bontà di una spinta commercializzazione del prodotto calcistico a livello continentale.
La risposta politica e il veto dei campionati europei
L’offensiva dell’Uefa trova sponda diretta anche nelle istituzioni comunitarie di Bruxelles e nei rappresentanti dei principali governi nazionali. Il commissario europeo allo Sport Glen Micallef ha affidato alla rete un durissimo attacco verso il vertice di Zurigo, ribadendo che il successo commerciale deve rafforzare la disciplina invece di divorarla dall’interno.
“Qui non siamo nel baseball. La Coppa del Mondo rimane il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma tutto ha un limite. L’inarrestabile commercializzazione del calcio è diventata corrosiva, minacciando gli elementi che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo. Giù le mani dal nostro sport.” (Glen Micallef, Commissario Europeo allo Sport)
Alle forti reazioni comunitarie si è unita la voce del primo ministro inglese Andy Burnham, da sempre appassionato sostenitore dell’Everton, il quale ha ricordato con fermezza la natura popolare del giuoco del calcio. Il premier britannico ha ribadito come la disciplina appartenga unicamente alle persone che popolano gli spalti ogni settimana con la pioggia o con il sole, escludendo logiche meramente speculative.
“Permettetemi di dirlo in modo molto diretto. Il calcio non appartiene agli investitori. Appartiene alle persone che riempiono gli spalti e che stanno a bordo campo settimana dopo settimana, con la pioggia o con il sole.” (Andy Burnham, Premier Inglese)
Anche le federazioni nazionali di Germania, Francia e Spagna hanno espresso un secco rifiuto verso l’ingresso di capitali privati, mentre il presidente della Figc Giovanni Malagò ha rivelato di essere stato contattato dai vertici europei. Malagò ha confermato la completa conflittualità tra Uefa e Fifa su questo progetto definito assai particolare, manifestando grande preoccupazione per gli scenari futuri che potrebbero delinearsi.
“Ieri il segretario generale della Uefa mi ha chiamato per avere la mia disponibilità per una conferenza con le federazioni più prestigiose in Europa, tra cui Germania, Francia, Inghilterra, un attestato di grande prestigio e la storia di chi mi ha preceduto. Nel frattempo avevo già ricevuto ieri notte una serie di documenti su questo progetto, chiamiamolo così, questo progetto da parte della Fifa che definisco ‘particolare’ e oggi Ceferin ha espresso una opinione a dir poco contraria.” (Giovanni Malagò, Presidente FIGC)
Le strategie elettorali a Zurigo
Per disarmare i malumori interni delle 211 federazioni nazionali affiliate, Infantino ha sfoderato la consueta promessa di ingenti risorse finanziarie attraverso la distribuzione del programma straordinario di incentivi “Fast-Forward”. Durante la riservata riunione tenutasi a Manhattan lo scorso 18 luglio, alla vigilia della finale mondiale tra Spagna e Argentina, il dirigente elvetico ha promesso un’iniezione di liquidità mai vista in precedenza.
Nelle intenzioni espresse nel comunicato ufficiale di Zurigo, la trasformazione societaria rappresenterebbe l’unica strada percorribile per liberare un potenziale commerciale ancora inespresso a livello planetario. Tuttavia, numerosi osservatori internazionali vedono dietro questa manovra una spietata operazione di consenso elettorale per blindare la rielezione per acclamazione al quarto mandato fino al 2031.
Non si tratta della prima volta che Gianni Infantino tenta il colpo di mano alleandosi con imponenti entità finanziarie e fondi speculativi esteri. Già nel 2018 il dirigente svizzero provò a far approvare un’offerta segreta da venticinque miliardi di dollari formulata dal colosso SoftBank e sostenuta da capitali provenienti dall’Arabia Saudita.
In quella circostanza fu proprio la netta opposizione congiunta dell’Uefa e dei grandi club europei a far saltare l’accordo, salvando la struttura tradizionale della Champions League. Nel frattempo i rapporti con Riad si sono ulteriormente consolidati grazie alla sponsorizzazione del ricchissimo Mondiale per Club vinto dal Chelsea e all’assegnazione ufficiale dei Mondiali del 2034.
Sullo sfondo rimane tuttavia fitto il giallo sul futuro personale dello stesso Infantino, poiché indiscrezioni del quotidiano The Times rivelano la creazione di un ruolo da commissario esecutivo superpagato. Sebbene la Fifa abbia smentito qualsiasi discussione formale in merito, la certezza risiede nel fatto che il presidente assumerà un ruolo guida assoluto nella nuova entità commerciale.
Di Dario Lessa
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