Oggi, 45 anni fa, nasceva il primo PC: come IBM 5150 ha cambiato il mondo

Dalla stanza del Waldorf Astoria alla conquista del mondo: come il colosso di Armonk ha trasformato l'informatica in un fenomeno mondiale

by Dario Lessa
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Oggi, 45 anni fa, nasceva il primo PC: come IBM 5150 ha cambiato il mondo

Dalla stanza del Waldorf Astoria alla conquista del mondo: come il colosso di Armonk ha trasformato l’informatica in un fenomeno mondiale

Il 12 agosto del 1981 la storia dell’informatica ha cambiato direzione per sempre all’interno di una raffinata sala dell’hotel Waldorf Astoria di New York. In quel pomeriggio afoso il colosso americano International Business Machines Corporation ha svelato al pubblico il modello IBM 5150, una macchina destinata a trasformare radicalmente la vita quotidiana. Un mese dopo la presentazione ufficiale il computer ha fatto il suo esordio negli scaffali dei negozi specializzati, conquistando immediatamente l’attenzione dei consumatori e delle aziende. La produzione e la distribuzione sono proseguite con ritmi serrati fino al 1987, quando la società ha deciso di sostituire il modello base con l’evoluzione IBM Personal Computer XT. Il successo commerciale della creatura di Armonk ha superato le aspettative più ottimistiche dei dirigenti, registrando la vendita di ben 200mila esemplari nei primi 12 mesi di commercializzazione.

Una strategia rivoluzionaria

Il prezzo di partenza fissato dall’azienda per la configurazione base ammontava a 1.565 dollari, un importo accessibile rispetto ai costi proibitivi del decennio precedente. Il prezzo finale variava tuttavia in modo significativo in base all’hardware selezionato dall’acquirente e agli accessori destinati all’impiego negli uffici professionali. Prima di questa svolta storica gli elaboratori di IBM non erano progettati per il grande pubblico, ma erano giganteschi macchinari aziendali destinati esclusivamente alle grandi organizzazioni. Gli ingegneri guidati da Don Estridge hanno adottato una strategia rivoluzionaria per abbattere i costi di produzione. L’azienda ha scelto di utilizzare componenti commerciali già pronti sul mercato, abbandonando il vecchio dogma della progettazione e realizzazione interamente proprietaria dei singoli pezzi.

L’eredità di una rivoluzione

Questa felice intuizione ha spalancato le porte a un fiorente sistema di produttori terzi, capaci di clonare e diffondere rapidamente sul mercato architetture analoghe e accessori compatibili. Il noto esperto di tecnologia e storico dell’informatica Marco Rossi osserva come quella scelta strategica abbia segnato un punto di non ritorno per la società moderna: «IBM non ha soltanto creato un prodotto, ma ha stabilito lo standard industriale globale dell’era digitale». La genesi dell’informatica individuale affonda tuttavia le sue radici in intuizioni nate lontano dalle grandi multinazionali d’oltreoceano. Molto prima del lancio del modello 5150 diverse innovazioni fondamentali avevano già aperto la strada alla rivoluzione della tecnologia da tavolo. A Ivrea la società Olivetti aveva prodotto già nel 1965 il celebre calcolatore Programma 101, considerato da molti il vero primo personal computer commerciale. Alla fine di quello stesso decennio l’inventore italiano Federico Faggin ha sviluppato presso Intel il microprocessore, un’invenzione spartiacque per l’intera civiltà contemporanea. Questo componente fondamentale ha ridotto drasticamente le dimensioni della CPU, ponendo le basi per la nascita dei moderni microcomputer integrati. Nel decennio successivo il settore ha vissuto un’accelerazione travolgente attraverso scoperte tecnologiche e iniziative imprenditoriali di portata straordinaria. Intel ha introdotto sul mercato l’Intel 1103, il primo chip di memoria ad accesso dinamico, seguito un anno dopo dall’invenzione del floppy disk firmata proprio da IBM. Nel 1975 Bill Gates e Paul Allen hanno dato vita a Microsoft, mentre l’anno seguente Steve Jobs e Steve Wozniak hanno fondato la società Apple. La casa di Cupertino ha presentato l’Apple II, uno dei primi computer realmente concepiti per conquistar un pubblico variegato di appassionati e consumatori. Nonostante la presenza di questi autorevoli precedenti, l’IBM 5150 si è imposto rapidamente grazie al favore del mondo aziendale e professionale. La straordinaria diffusione del software di calcolo Lotus 1-2-3 ha trasformato il computer in uno strumento indispensabile per la gestione amministrativa quotidiana. Il dispositivo impiegava un microprocessore con architettura x86, la tecnologia di elaborazione che avrebbe dominato il mercato dei computer desktop per i decenni successivi. La macchina di Armonk ha stabilito per sempre la definizione moderna di personal computer destinato al grande pubblico di massa. L’architettura hardware introdotta dal colosso americano è rimasta la protagonista indiscussa del mercato globale fino al 2004, anno in cui la società ha definitivamente cessato la produzione diretta di pc.

Di Dario Lessa

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