Lavoratori over 55: l’asset strategico per le imprese

Gestire l'invecchiamento demografico rappresenta una sfida cruciale per la competitività e la continuità aziendale

by Davide Cannata
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Lavoratori over 55: l’asset strategico per le imprese

Gestire l’invecchiamento demografico rappresenta una sfida cruciale per la competitività e la continuità aziendale

L’invecchiamento demografico rappresenta una realtà concreta con cui le direzioni delle risorse umane si trovano a interagire quotidianamente. Tra il rallentamento del ricambio generazionale causato dalla denatalità e il progressivo prolungamento della vita lavorativa, le organizzazioni si trovano davanti a una scelta: subire passivamente il progressivo invecchiamento del personale o trasformare le competenze consolidate in una risorsa strategica. A tracciare il quadro della situazione è l’edizione 2026 della classifica Best Workplaces for Senior, realizzata da Great Place to Work Italia. L’indagine, sviluppata attraverso le opinioni dirette di 6.026 collaboratori over 55, individua le 30 aziende operanti in Italia che offrono il miglior contesto lavorativo ai dipendenti più maturi.

L’indicatore principale della valutazione è il Trust Index, un parametro che misura la fiducia interna prendendo in considerazione cinque pilastri: credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Nelle 30 imprese premiate in cima alla graduatoria, questo valore raggiunge una media dell’85%. Il confronto con il resto del tessuto aziendale mostra un’evidente distanza: il dato supera di 12 punti percentuali la media delle imprese certificate Great Place to Work (73%) e distanzia di 40 punti percentuali la media generale nazionale (45%), rilevata nel report European Workforce Study.

Una differenza analoga si registra nelle dimensioni fondamentali del clima d’azienda:

  • Integrità della leadership: si attesta all’87% nelle imprese al vertice (rispetto all’82% delle realtà certificate e al 47% del dato generale), valorizzando la coerenza tra i principi dichiarati e i comportamenti reali del management.
  • Competenza gestionale e autonomia: pari all’86% contro il 79% delle certificate e il 43% della media italiana. I professionisti senior riscontrano chiarezza negli obiettivi e assenza di micro-management.
  • Cura e benessere integrato: posizionata all’86% (rispetto all’82% e al 46%), dove la protezione della salute si unisce al sostegno psicologico e al bilanciamento tra vita privata e professionale.
  • Accoglienza e coinvolgimento: raggiunge l’85% nelle aziende top, a fronte dell’80% tra le certificate e del 42% medio nazionale.

Gli indicatori demografici ISTAT e i dati sull’occupazione del CNEL

La necessità di attuare strategie specifiche dedicate ai lavoratori senior trova supporto nei dati demografici. Secondo le analisi pubblicate dall’ISTAT, l’età media della popolazione residente in Italia si attesta a 47,1 anni nel 2026, con previsioni che indicano 48 anni entro il 2030 e superano i 51 anni nel 2050. Su una popolazione totale in cui gli over 65 arrivano a 14,82 milioni e gli under 14 scendono all’11,6%, il bacino della popolazione in età lavorativa (15-64 anni) si è ridotto a 37,27 milioni di individui.

I dati sul mercato del lavoro contenuti nel bollettino CNEL-ISTAT confermano questo andamento: i lavoratori di età compresa tra 50 e 64 anni sono attualmente 9,6 milioni, pari al 39% degli occupati totali. Nel corso di un solo anno (confrontando il secondo trimestre 2026 con il 2025), questa fascia anagrafica ha segnato un incremento di 327 mila occupati e una crescita del tasso di occupazione pari a quasi 2 punti percentuali, mentre le fasce 15-24 e 35-49 anni hanno subito un calo. A spingere questa dinamica è soprattutto l’occupazione femminile, il cui tasso nella fascia 50-64 anni cresce fino al 58,5% (con un aumento di 2,2 punti percentuali).

“Queste organizzazioni hanno saputo interpretare, prima e meglio delle altre, i trend demografici e tecnologici che stanno cambiando il mondo del lavoro, attuando delle strategie reali”, dichiara Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia. “Oggi questa fascia rappresenta circa un quarto (25%) della popolazione attiva in età lavorativa, nel 2050 sarà circa il 28%, fino ad arrivare, nel 2080, a più di un terzo (35%). Non è quindi solo una questione di cura, diversity o fiducia, ma per le aziende è necessario sapere leggere e interpretare correttamente i dati e i trend demografici e tecnologici provenienti dal mercato del lavoro e sulla base di questi sviluppare e implementare una strategia adeguata.”

Effetti sulla fidelizzazione e la mappa delle 30 imprese d’eccellenza

L’attenzione verso le risorse umane più mature genera un impatto concreto sulla capacità di trattenere i talenti e sul senso d’appartenenza:

  • L’88% degli over 55 inseriti nelle 30 imprese premiate si considera un ambasciatore convinto del proprio brand (rispetto all’82% registrato nelle aziende certificate e al 42% della media nazionale).
  • Il pericolo di abbandono dell’azienda (flight risk) si ferma al 5%, contro il 34% rilevato nella media del Paese.
  • Il fenomeno del disimpegno lavorativo (quiet quitting) riguarda appena il 4% del campione d’eccellenza, a fronte del 17% misurato su scala generale.

Esaminando le risposte qualitative fornite dai lavoratori, lo scarto rispetto alla media si misura su quattro elementi centrali: un più intenso senso di appartenenza (12,2% contro 5,3%), l’accesso a programmi di innovazione e formazione continua (7,7% contro 3,4%), l’attenzione alla cultura dell’ascolto (6,7% contro 3,1%) e l’apprezzamento dell’esperienza professionale (4,7% contro 1,2%).

La graduatoria delle 30 eccellenze italiane è suddivisa in due raggruppamenti da 15 aziende ciascuno, dimostrando come l’efficacia delle politiche di valorizzazione riguardi differenti settori produttivi:

1. Fascia organizzativa fino a 499 collaboratori:

  • Podio 2026: 1. PTC, 2. Allianz Technology, 3. Fenix Pharma.
  • Altre imprese premiate: Bristol-Myers Squibb, Everpure, Belden, Novidis, Laboratoires SVR, Wide Group, Biogen, Vianova, Buona Spa Società Benefit, TIMAC AGRO, Formula Spa, D’Amico Società di Navigazione.

La composizione settoriale delle aziende con meno di 500 dipendenti vede la prevalenza dell’IT (33%) e del comparto chimico-farmaceutico/biotecnologie (27%), seguiti da manifattura, trasporti e telecomunicazioni (7% ciascuno), oltre a finanza e agricoltura (6%).

2. Fascia organizzativa oltre 500 collaboratori:

  • Podio 2026: 1. Cisco, 2. Hilton, 3. Allianz Group.
  • Altre imprese premiate: Micron Semiconductor Italia srl, AbbVie, Mondelēz International, TP, DHL, Bluserena Hotels & Resorts, Reale Group, Gruppo Sapio, Siemens Healthineers AG, Eli Lilly, Esprinet, Gruppo Sella.

Tra le grandi organizzazioni con più di 500 dipendenti guidano il mercato la manifattura e i servizi finanziario-assicurativi (20%), affiancati da pharma, IT e ospitalità (13%), con percentuali del 7% distribuite tra servizi professionali, logistica e sanità.

A cura della redazione

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