L’educazione finanziaria comincia in famiglia: la paghetta settimanale ai figli resiste nel tempo
Tra contanti e app digitali, sei ragazzi su dieci ricevono un budget mensile medio di cinquantaquattro euro
L’usanza ottocentesca della paghetta continua a guidare l’educazione finanziaria delle giovani generazioni italiane, dimostrando una sorprendente capacità di adattamento socio-economico. I dati emersi dall’indagine condotta dall’istituto mUp Research per conto di Facile.it fotografano un’abitudine radicata nelle famiglie contemporanee. La rilevazione Cawi, svolta su oltre mille individui rappresentativi della popolazione con figli tra dieci e diciotto anni, evidenzia una diffusione capillare del budget giovanile. Quasi il sessanta per cento dei ragazzi italiani percepisce una somma regolare dai propri genitori, stabilendo un primo contatto concreto con la gestione delle risorse economiche personali.
Con frequenza settimanale
La cadenza dell’erogazione privilegia la frequenza settimanale, scelta da oltre il 56% delle famiglie italiane per allenare i propri figli al risparmio costante. Un ulteriore 27% dei giovani riceve la somma con cadenza mensile, mentre il restante 16% ottiene fondi solo su specifica richiesta occasionale. L’importo medio nazionale si attesta sui 54 euro mensili, ma le variazioni risultano marcate in base alla fascia d’età considerata dall’analisi demografica. Gli under dodici percepiscono circa 35 euro al mese, la fascia dai tredici ai quindici anni ne riceve 49, fino ad arrivare ai 72 euro dei maggiorenni.
Ai tempi delle lire
Il confronto generazionale evidenzia una crescita costante degli importi destinati ai ragazzi rispetto al passato recente delle famiglie italiane. I genitori cresciuti durante l’era della lira ricordano un importo medio mensile pari a circa 28mila lire, corrispondente a una capacità d’acquisto decisamente differente. La prima generazione dell’euro riceveva invece una media di 43 euro al mese, contro i 54 euro attuali che registrano un incremento superiore al 25%. Questo adeguamento riflette l’inflazione e la progressiva espansione delle esigenze di consumo tipiche della vita sociale giovanile moderna.
Cambiano i metodi: app e carte prepagate
Sebbene il contante mantenga ancora una posizione dominante nelle transazioni quotidiane delle famiglie, gli strumenti di pagamento elettronici guadagnano rapidamente quote di mercato significative. Circa 500mila giovani ricevono il proprio denaro tramite applicazioni dedicate oppure ricariche di carte prepagate digitali direttamente gestite dallo smartphone. Oltre 11% dei genitori opta invece per una carta prepagata fisica, introducendo precocemente i figli all’utilizzo dei circuiti di pagamento bancari. Questa transizione tecnologica permette di affiancare il valore dell’indipendenza economica alla sicurezza del monitoraggio digitale da parte dei genitori responsabili.
Il contributo degli zii
L’ecosistema del sostegno economico familiare coinvolge frequentemente anche la rete parentale allargata, evidenziando differenze territoriali molto marcate tra le varie regioni italiane. Oltre il 28% dei ragazzi riceve regolarmente una paghetta supplementare erogata direttamente dai propri nonni con grande generosità. Questa percentuale sale significativamente fino al 34,7% nelle regioni del Sud e nelle Isole principali del nostro Paese. Anche il contributo degli zii appare rilevante, interessando quasi il 7% dei giovani a livello nazionale con un picco dell’otto per cento al Nord Ovest.
A cura della redazione
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