Albergatori europei in rivolta contro Booking.com

Oltre 15mila strutture ricettive aderiscono a una class action per pratiche anticoncorrenziali. L’Italia guida il fronte, ma il tempo per unirsi si restringe

by Financial Day 24
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Albergatori europei in rivolta contro Booking.com

Oltre 15mila strutture ricettive aderiscono a una class action per pratiche anticoncorrenziali. L’Italia guida il fronte, ma il tempo per unirsi si restringe

Il malcontento degli albergatori europei nei confronti di Booking.com è sfociato in una delle più imponenti azioni legali collettive mai viste nel settore dell’ospitalità. Più di 15mila hotel hanno infatti scelto di aderire alla class action che accusa il colosso olandese delle prenotazioni online di aver imposto clausole anticoncorrenziali e pratiche commerciali scorrette, capaci di danneggiare gravemente la redditività e la libertà contrattuale delle strutture ricettive.

L’Italia emerge come la nazione con il maggior numero di adesioni, segnale di quanto gli operatori del nostro Paese abbiano subito negli anni la pressione di un modello che, se da un lato garantiva visibilità e flussi di clientela, dall’altro limitava fortemente la possibilità di gestire prezzi e condizioni in autonomia. Gli albergatori contestano in particolare l’obbligo implicito di garantire su Booking la tariffa più bassa, pratica che avrebbe ridotto la concorrenza reale e indebolito la contrattazione diretta con i clienti.

Dal punto di vista economico, la questione tocca un nervo scoperto del mercato turistico europeo. Le piattaforme digitali di intermediazione hanno reso più accessibile l’offerta e aumentato la competitività internazionale, ma al prezzo di commissioni elevate e margini ridotti per gli operatori. La sproporzione di forza contrattuale tra singoli hotel e multinazionali come Booking ha contribuito ad accentuare squilibri che oggi, con questa iniziativa legale, trovano un canale di contestazione collettiva.

Il termine per partecipare alla class action si avvicina rapidamente, e molte associazioni di categoria stanno incoraggiando gli ultimi indecisi ad aderire. Per gli albergatori si tratta non solo di ottenere un eventuale risarcimento economico, ma anche di lanciare un messaggio politico ed economico sul ruolo che i grandi intermediari digitali devono avere nel mercato europeo dell’ospitalità. La posta in gioco, oltre alle cifre in discussione, è la possibilità di restituire maggiore autonomia imprenditoriale a un settore che rappresenta uno dei motori fondamentali dell’economia europea.

A cura di Dario Lessa
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