Allarme hantavirus: la diffusione globale che preoccupa l’OMS
Un’allerta sanitaria internazionale torna a far tremare il mondo: il virus trasportato dai roditori ha già colpito su una nave e in una villa americana
Scatta l’allerta sanitaria internazionale nei confronti di una minaccia che viaggia tra i boschi e le stive delle navi, l’Hantavirus. La recente tragedia avvenuta a bordo della motonave MV Hondius, attualmente in navigazione nelle acque gelide dell’Oceano Atlantico, ha riacceso i riflettori su questa patologia. Tre passeggeri hanno perso la vita durante la crociera, e per almeno uno di loro i test medici hanno confermato la presenza del virus. Le autorità sanitarie monitorano con estrema attenzione l’evolversi della situazione, poiché l’ambiente confinato di una nave potrebbe nascondere insidie legate alla presenza di piccoli roditori infetti.
Il caso Gene Hackman e il contagio in New Mexico
Questa patologia era già balzata alla cronaca l’anno scorso in occasione della scomparsa di Betsy Arakawa, moglie dell’iconico attore Gene Hackman. La donna, sessantacinquenne, è deceduta a causa della sindrome polmonare da hantavirus nella loro residenza in New Mexico, un’area dove il virus è tristemente noto. Le indagini successive hanno rivelato che l’abitazione era pesantemente infestata da topi, confermando come la vicinanza con questi animali rappresenti il fattore di rischio principale. Gli esperti sottolineano che il contagio non avviene tra esseri umani, ma esclusivamente attraverso il contatto con le secrezioni dei roditori.
Come si trasmette e cosa provoca il virus
Tecnicamente, il genere hantavirus comprende decine di specie virali diffuse in tutto il mondo con una presenza crescente anche nel territorio europeo. Il Ministero della Salute segnala che queste infezioni si stanno espandendo in nuove aree geografiche, aumentando significativamente il numero di casi segnalati ogni anno. L’uomo contrae il virus respirando polvere contaminata da feci, urina o saliva secca dei roditori, oppure toccando superfici infette e portando poi le mani al volto. Una volta entrato nell’organismo, il virus attacca l’endotelio dei vasi sanguigni, causando un aumento della permeabilità vascolare che porta a shock e ipotensione.
Dal punto di vista clinico, i medici distinguono tre sindromi principali che variano in base alla localizzazione geografica e alla gravità dei sintomi manifestati. In Europa e Asia domina la febbre emorragica con sindrome renale, che può presentarsi anche in una variante più lieve denominata nefropatia epidemica. Nelle Americhe, invece, è più comune la sindrome polmonare da hantavirus, una forma aggressiva che colpisce l’apparato respiratorio e vanta tassi di mortalità purtroppo molto elevati.
Sintomi, diagnosi e trattamento
Identificare l’infezione nelle prime settantadue ore risulta estremamente complesso poiché i sintomi iniziali mimano in tutto e per tutto una banale influenza stagionale. Febbre alta, dolori muscolari diffusi, nausea e forte affaticamento traggono spesso in inganno sia i pazienti che i soccorritori durante le fasi cruciali del contagio. Se il primo test risulta negativo ma il sospetto clinico rimane alto, le procedure prevedono la ripetizione degli esami dopo tre giorni dall’esordio dei sintomi. Sebbene non esistano cure antivirali specifiche, il ricovero immediato e il supporto respiratorio meccanico possono fare la differenza tra la vita e la morte.
Di Dario Lessa
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