Assicurazione calamità: nuove regole per il turismo italiano

L'introduzione della polizza obbligatoria Cat Nat ridefinisce i costi di gestione per migliaia di piccole imprese italiane da Nord a Sud

by Dario Lessa
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Assicurazione calamità: nuove regole per il turismo italiano

L’introduzione della polizza obbligatoria Cat Nat ridefinisce i costi di gestione per migliaia di piccole imprese italiane da Nord a Sud

Da oggi 31 marzo il panorama normativo per le imprese italiane cambia con l’introduzione dell’obbligo assicurativo contro le calamità naturali per il settore turistico. Questa misura coinvolge direttamente micro e piccole imprese come bar, trattorie, hotel e strutture ricettive, estendendosi inoltre agli operatori della pesca e dell’acquacoltura nazionale. La cosiddetta polizza “Cat Nat” abbandona la sua natura facoltativa per diventare un requisito essenziale nella gestione del rischio aziendale su tutto il territorio italiano.

Analisi dei costi e differenze territoriali

Molti imprenditori temevano un impatto economico insostenibile ma un’analisi recente condotta da Facile.it in collaborazione con Italfinance e Finital mostra uno scenario meno critico. I dati rivelano infatti che i premi annuali risultano mediamente inferiori alle aspettative iniziali pur presentando differenze territoriali marcate in base alla zona geografica. Per un ristorante con un valore immobiliare di 500mila euro la spesa annuale parte da 272 euro a Milano e raggiunge i 776 euro a Roma.

Le strutture alberghiere affrontano logicamente costi superiori a causa di volumi assicurati più elevati che comprendono fabbricati da 1,5 milioni di euro e impianti tecnologici complessi. A Milano un hotel può assicurarsi con una spesa di 556 euro mentre a Palermo il premio sale fino a toccare la quota di 2.111 euro. Questo divario riflette chiaramente il profilo di rischio specifico del territorio siciliano unito alla probabilità storica di eventi calamitosi registrati nelle diverse regioni italiane.

Dettagli tecnici e rischi dell’inadempienza

Il calcolo della tariffa non dipende esclusivamente dal valore dell’immobile poiché gli esperti considerano anche la vulnerabilità strutturale dell’edificio e le sue specifiche caratteristiche costruttive. Altri fattori determinanti riguardano il piano in cui si trova l’attività commerciale e le politiche tariffarie adottate dalle singole compagnie assicurative che operano sul mercato. Risulta quindi fondamentale confrontare diverse offerte per individuare la soluzione più adatta alle esigenze della propria impresa senza rinunciare a una protezione efficace.

La normativa vigente definisce con precisione il perimetro della copertura obbligatoria includendo eventi distruttivi come sismi, alluvioni, frane, inondazioni e anche le frequenti esondazioni dei fiumi. Restano tuttavia esclusi dall’obbligo di legge fenomeni atmosferici come la grandine o le trombe d’aria per i quali occorre sottoscrivere specifiche garanzie accessorie a pagamento. Le frane godono di indennizzo solo se l’evento accade in modo rapido e improvviso mentre gli smottamenti graduali non rientrano solitamente nelle tutele previste dal contratto.

Bisogna prestare molta attenzione alle clausole tecniche poiché la polizza non copre i danni derivanti da mareggiate o valanghe né tantomeno gli edifici che risultano abusivi. Prima di firmare il contratto ogni titolare deve verificare accuratamente i massimali previsti e le franchigie che potrebbero restare a carico dell’impresa in caso di sinistro. Sebbene non esistano sanzioni pecuniarie dirette per gli inadempienti chi ignora l’obbligo perde immediatamente l’accesso a ogni forma di contributo o agevolazione pubblica statale. L’assenza di copertura assicurativa espone l’imprenditore al rischio di dover ricostruire interamente l’attività con risorse proprie qualora si verificasse un evento naturale di portata catastrofica. Considerando i costi relativamente contenuti delle polizze rispetto al valore dei beni protetti appare evidente che il trasferimento del rischio al mercato assicurativo rappresenti una scelta lungimirante.

Di Dario Lessa

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