Calo della spesa per mangiare fuori
Nel 2024 gli italiani hanno consumato meno che nel pre-Covid
Nel 2024, la spesa degli italiani per mangiare fuori casa non ha ancora raggiunto i livelli pre-pandemia. Nonostante una ripresa nominale, l’inflazione e il cambiamento delle abitudini di consumo hanno influenzato negativamente il settore della ristorazione. Secondo il terzo Rapporto Italgrob-Censis, 14 milioni di italiani hanno rinunciato a consumare pasti fuori casa a causa dell’inflazione. Quasi un italiano su due (48,9%) ha dichiarato di aver dovuto rinunciare, una o più volte l’anno, alla colazione al bar o a un pasto al ristorante per motivi economici. I dati mostrano una contrazione dei consumi serali: l’aperitivo ha registrato un calo dell’1,9% in termini di presenze, mentre la cena ha segnato un calo dello 0,8% in volume. Al contrario, la colazione continua a crescere (+1,5% a valore), trainata dalla sua accessibilità economica e dal radicamento nelle abitudini italiane.
Il settore della ristorazione ha visto una polarizzazione dei consumi: da un lato, le catene di fast food e i locali di fascia alta hanno registrato una crescita rispettivamente del 15% e del 12% dei coperti; dall’altro, i ristoranti di fascia media, con scontrini tra 20 e 30 euro, hanno visto calare i clienti del 3-4%. Nonostante le difficoltà, il mercato dei consumi fuori casa ha raggiunto i 101 miliardi di euro di valore nel 2024, in crescita rispetto ai 99 miliardi del 2023 e agli 85 miliardi del 2019 . Tuttavia, questa crescita è stata sostenuta principalmente dagli arrivi dei turisti stranieri, mentre il numero delle visite degli italiani nei locali è in leggera caduta.
A cura di Dario Lessa
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