Candy dice addio alle lavatrici dopo 80 anni

Chiude lo storico stabilimento di Brugherio

by Financial Day 24
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Candy dice addio alle lavatrici dopo 80 anni

Chiude lo storico stabilimento di Brugherio

Dopo oltre ottant’anni di storia, Candy chiude il suo storico stabilimento di Brugherio, in provincia di Monza e Brianza, ponendo così fine a un’epoca che ha segnato profondamente l’industria italiana degli elettrodomestici. Fondata nel 1945 proprio in questa cittadina brianzola, Candy è stata una delle aziende simbolo del boom economico del dopoguerra, portando nelle case italiane la prima lavatrice a carica frontale prodotta nel Paese. Oggi, però, quel capitolo si chiude definitivamente, con una decisione che sa di addio e che lascia dietro di sé un misto di amarezza, nostalgia e preoccupazione.

Il gruppo Haier, colosso cinese che ha acquisito Candy nel 2019, ha annunciato la cessazione della produzione a Brugherio, spiegando che lo stabilimento non rientra più nella strategia industriale globale del gruppo. Il sito, che ha rappresentato per decenni il cuore pulsante dell’innovazione e della manifattura del marchio, verrà riconvertito in un centro direzionale e di ricerca, ma non produrrà più lavatrici. Una scelta che comporterà inevitabilmente ripercussioni sul piano occupazionale e sociale, colpendo centinaia di lavoratori e intere famiglie legate a doppio filo alla fabbrica.

La notizia ha generato forti reazioni sia tra i dipendenti che tra le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali. La chiusura rappresenta un duro colpo per il territorio, che ha visto in Candy non solo un datore di lavoro, ma anche un simbolo identitario, un pezzo di storia collettiva. In molti ricordano con orgoglio come le lavatrici Candy siano state vendute in tutto il mondo, incarnando l’eccellenza del Made in Italy e la capacità di un Paese di reinventarsi attraverso la tecnica e l’industria.

Ma il tempo, si sa, cambia tutto. Le logiche del mercato globale, la delocalizzazione, la corsa all’efficienza e all’ottimizzazione dei costi hanno avuto la meglio su una tradizione che sembrava destinata a durare. Se da un lato il gruppo Haier promette investimenti in ricerca e sviluppo sul territorio italiano, dall’altro la dismissione dell’unità produttiva segna una rottura profonda con il passato e solleva interrogativi sul futuro della manifattura nel nostro Paese.

È difficile, in momenti come questo, non interrogarsi sul senso di progresso e su come venga definito. Per molti, perdere una fabbrica come quella di Brugherio significa perdere un patrimonio, non solo economico ma anche umano e culturale. L’addio alle lavatrici Candy non è solo la fine di una produzione, ma il tramonto di un modello industriale che ha fatto scuola e che ha contribuito a costruire l’identità produttiva italiana del dopoguerra in poi.

Il marchio Candy continuerà a esistere, probabilmente, in altre forme e in altri paesi. Ma a Brugherio, dove tutto è cominciato, resterà il silenzio delle linee di montaggio ferme e la memoria di una fabbrica che ha fatto la storia.

A cura di Dario Lessa
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