Carrefour valuta l’uscita dai mercati “non core”, Italia compresa
Avviato un profondo rinnovamento come la chiusura dei rami meno performanti
Carrefour ha archiviato il 2024 con risultati inferiori alle attese: utile operativo corrente in calo del 2,2 %, utili netti rettificati giù dell’11 % e un indebitamento che ha superato i 3,7 miliardi €. Il mercato europeo resta debole, con consumi sotto pre-pandemia e forte concorrenza sui prezzi. Secondo il Financial Times, il gruppo sta valutando la cessione di paesi considerati strategicamente secondari – tra cui Belgio, Polonia, Romania e appunto Italia – per concentrarsi su mercati più profittevoli come Spagna e Brasile. Le recenti rivendicazioni di perdita in Italia (circa 1 miliardo dal 2015) rendono la mossa “sensata” agli occhi degli analisti.
Strategia di rilancio: con il ceo Christophe Rabatel a Milano, Carrefour Italia ha avviato un profondo rinnovamento come la chiusura dei rami meno performanti, l’apertura di punti vendita in franchising e il lancio di un’offerta biologica e low-cost, con la private label “primi prezzi”, scelta come la più conveniente da Altroconsumo.
Risultati ancora incerti: la controllata GS Spa ha tuttora utile operativo negativo (circa –129 milioni nel 2023), anche se Carrefour Property (gestione immobiliare) ha riversato dividendi per finanziare le attività operative .
Implicazioni di un’eventuale uscita
Se Carrefour dovesse decidere di vendere o ridurre significativamente la propria presenza in Italia, aprirebbe opportunità e sfide. Gruppi come Conad, VéGé, o private equity italiani potrebbero essere interessati, soprattutto dopo il recente ingresso di Apulia Distribuzione in VéGé con 400 punti vendita. Un’operazione di questo tipo potrebbe portare ridefinizioni contrattuali e riorganizzazioni logistiche e l’uscita di Carrefour permetterebbe a competitor come Esselunga, Coop, Lidl, Eurospin, MD e Conad di rafforzare ulteriormente la propria posizione in Italia. Un cambio di proprietà che non inciderà in modo immediato sui consumatori: la rete di ipermercati, supermercati e negozi di prossimità è consolidata (oltre 1.400 punti vendita in Italia). Tuttavia, potrebbero cambiare le politiche promozionali, marchi private-label e programmi fedeltà.
A cura di Dario Lessa
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