OpenAI contro Microsoft: Altman pronto alla denuncia per concorrenza sleale

Tensione ai massimi livelli

by Financial Day 24
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OpenAI contro Microsoft: Altman pronto alla denuncia per concorrenza sleale

Tensione ai massimi livelli

Lunedì 16 giugno 2025 OpenAI – per bocca del suo CEO Sam Altman e di altri dirigenti – ha valutato ufficialmente l’opzione di accusare Microsoft di pratiche anticoncorrenziali all’interno della loro stretta collaborazione. Tra le possibili contromosse, si ipotizza una richiesta di revisione della partnership da parte delle autorità federali statunitensi e una campagna pubblica per alzare l’attenzione sulla vicenda. Il nodo principale riguarda la ristrutturazione di OpenAI in classificazione “public-benefit corporation”, una trasformazione che richiede comunque l’approvazione di Microsoft. Dopo mesi di trattative, non si è ancora trovato un accordo sui termini finali, soprattutto in merito alla rinegoziazione dell’investimento e all’eventuale partecipazione azionaria futura del colosso di Redmond.

Parallelamente alle tensioni con Microsoft, OpenAI sta espandendo le proprie collaborazioni infrastrutturali: presto arriveranno servizi Google Cloud per alleggerire il peso della dipendenza da Azure. Dal canto suo, Microsoft, che già integra modelli AI in prodotti come Microsoft 365 Copilot, sta puntando su modelli interni e di terze parti per rafforzare la propria autonomia.

Regolatori in azione

Tra le preoccupazioni di antitrust a livello continentale, la Commissione Europea ha già avviato un’analisi della partnership Microsoft‑OpenAI, esaminando l’impatto sul mercato AI dopo investimenti miliardari fatti da Redmond. A livello statunitense, analoghe tensioni si stanno accumulando, con ipotesi di coinvolgimento della FTC (Federal Trade Commission). Nonostante queste turbolenze, entrambe le aziende ribadiscono la volontà di proseguire nella partnership: “Siamo ottimisti di poter continuare a costruire insieme per anni a venire” – dichiarano uniti OpenAI e Microsoft. Ma la posta in gioco è alta: ridefinire un patto che ha rivoluzionato il mercato AI, salvaguardando al tempo stesso la concorrenza, la trasparenza e la governance pubblica.

Questa battaglia segna una svolta nella dinamica tra startup e big tech: non più solo investimenti e collaborazioni, ma anche conflitti giuridici su controllo e autonomia. Il risultato potrebbe influenzare il modello di governance di OpenAI – e la sua trasformazione in entità con scopo pubblico – nonché il modo in cui Microsoft usa e monetizza le sue partnership. Siamo di fronte a una partita delicata: da un lato, OpenAI vuole proteggere la propria indipendenza e missione; dall’altro, Microsoft punta a capitalizzare sul ruolo centrale che ha nella sua crescita. Il campo di battaglia? Legislazioni antitrust e cuore della governance tech.

A cura di Dario Lessa
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