Chi non mangia carne vive meno? La verità sullo studio dei centenari

Un'indagine sugli over 80 rivela come le esigenze nutrizionali cambino drasticamente con l'avanzare degli anni e la fragilità fisica

by Dario Lessa
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Chi non mangia carne vive meno? La verità sullo studio dei centenari

Un’indagine sugli over 80 rivela come le esigenze nutrizionali cambino drasticamente con l’avanzare degli anni e la fragilità fisica

Il legame tra alimentazione e longevità torna al centro del dibattito scientifico grazie a una ricerca che potrebbe scuotere le certezze consolidate sul regime vegetariano. Un recente studio condotto su una vasta platea di cittadini cinesi suggerisce infatti che rinunciare completamente alle proteine animali in età molto avanzata potrebbe non essere la scelta migliore per spegnere le cento candeline. I ricercatori hanno analizzato con cura i dati di oltre cinquemila adulti con un’età superiore agli ottanta anni monitorando le loro abitudini alimentari e lo stato di salute generale per un lungo periodo.

I risultati mostrano chiaramente che i partecipanti seguaci di una dieta priva di carne hanno incontrato maggiori difficoltà nel raggiungere il secolo di vita rispetto ai coetanei onnivori. Questa evidenza sembra scontrarsi frontalmente con decenni di letteratura medica che esalta i benefici delle diete plant-based nella prevenzione di diabete e malattie cardiache. Tuttavia la chiave di lettura risiede nella specificità del campione analizzato poiché il corpo umano subisce trasformazioni biologiche profonde una volta superata la soglia dell’ottava decade.

“Dobbiamo guardare oltre il semplice dato numerico per comprendere il fenomeno della longevità estrema”, spiega uno degli esperti coinvolti nell’analisi dei dati del Chinese Longitudinal Healthy Longevity Survey. Gli studiosi sottolineano infatti che il vero fattore discriminante non è il consumo di carne in sé ma il mantenimento di un peso corporeo adeguato durante la vecchiaia. La ricerca ha evidenziato come la minor probabilità di diventare centenari riguardi quasi esclusivamente gli anziani che presentano una condizione di sottopeso marcato.

Il retroscena di questa scoperta risiede nel cosiddetto paradosso dell’obesità che descrive come qualche chilo di troppo possa paradossalmente proteggere gli organismi più fragili dalle infezioni e dalle cadute. Con il passare del tempo il dispendio energetico cala ma la capacità di assorbire nutrienti essenziali diminuisce drasticamente rendendo la carne una fonte preziosa di proteine ad alta biodisponibilità. “In età avanzata la fragilità muscolare e la perdita di densità ossea rappresentano i nemici principali da combattere a tavola”, concludono gli autori dello studio.

Non emerge alcuna differenza significativa tra vegetariani e onnivori quando il peso corporeo resta nei parametri della norma durante gli ultimi anni della propria esistenza. Questo significa che la scelta di non mangiare carne diventa rischiosa solo se conduce a una carenza calorica o proteica che accelera il declino fisico dell’anziano. Prima di modificare radicalmente le proprie abitudini è dunque fondamentale consultare un medico per bilanciare correttamente l’apporto energetico necessario a sostenere un organismo che cambia.

A cura di Dario Lessa
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