Consob blocca la truffa dei rendimenti “fino al 300%” su WhatsApp

Intervento deciso dell’Autorità: chiesta a Google e Apple la rimozione delle app CapFirst e CapOne, al centro di una massiccia operazione di raggiro online

by Financial Day 24
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Consob blocca la truffa dei rendimenti “fino al 300%” su WhatsApp

Intervento deciso dell’Autorità: chiesta a Google e Apple la rimozione delle app CapFirst e CapOne, al centro di una massiccia operazione di raggiro online

La Consob ha compiuto un nuovo e significativo passo nella lotta contro le truffe finanziarie digitali, ordinando il blocco immediato di una rete di promozione ingannevole attiva su WhatsApp, e sollecitando contestualmente Google e Apple a rimuovere dagli store le applicazioni CapFirst e CapOne. Al centro dell’indagine vi è una campagna fraudolenta che prometteva ai risparmiatori rendimenti irrealistici “fino al 300%”, sfruttando canali di messaggistica istantanea e applicazioni mobili per attirare investimenti senza alcuna garanzia, licenza o controllo regolatorio.

L’azione della Consob rientra nel quadro dei poteri straordinari previsti dal decreto legge n. 34 del 2019, che permette all’Autorità di oscurare siti web e bloccare contenuti digitali sospettati di offrire servizi finanziari abusivi o truffaldini. Nel caso specifico, il messaggio promozionale circolato su WhatsApp agiva come esca per condurre gli utenti verso l’installazione delle due app incriminate, dietro le quali si celava un sistema di raccolta illecita di fondi, mascherato da opportunità di trading automatizzato su criptovalute e forex.

Il punto critico, oltre alla promessa di profitti elevatissimi e del tutto scollegati dai reali meccanismi dei mercati finanziari, è il ricorso sistematico a tecniche persuasive basate sull’urgenza e sulla presunta esclusività dell’offerta. Chi interagiva con le piattaforme si trovava incanalato in un percorso che prevedeva depositi iniziali contenuti, ma crescenti richieste di fondi per “sbloccare” i rendimenti promessi, fino al completo svuotamento dei conti. In molti casi, gli utenti non avevano più alcuna possibilità di prelevare quanto versato.

La richiesta di rimozione a Google e Apple, in quanto operatori degli store digitali da cui le app erano scaricabili, rappresenta una presa di posizione chiara su un aspetto spesso trascurato del contrasto alle frodi: la responsabilità degli intermediari tecnologici. La Consob invita dunque le grandi piattaforme a una vigilanza più attenta su ciò che viene offerto ai consumatori, soprattutto in un’epoca in cui il confine tra fintech legittima e frode digitale è sempre più labile.

Il caso CapFirst e CapOne evidenzia ancora una volta quanto sia urgente rafforzare la cultura finanziaria dei cittadini e dotare le autorità di strumenti sempre più agili per intervenire in tempo reale. Le truffe digitali si muovono a velocità elevata, adattandosi alle tendenze del momento e sfruttando ogni vulnerabilità del sistema, anche psicologica. La promessa di guadagni rapidi e straordinari continua a esercitare una forte attrattiva, ma dietro formule seducenti come “fino al 300% di rendimento” si nascondono spesso strutture criminali ben organizzate e in grado di causare danni economici estesi.

In attesa di verificare l’effettiva rimozione delle app dagli store digitali e l’oscuramento dei canali utilizzati per la promozione, il messaggio lanciato dalla Consob è chiaro: nessuna tolleranza verso strumenti che sfruttano la tecnologia per aggirare la fiducia degli investitori. Un monito che vale anche per le grandi piattaforme digitali, chiamate a una responsabilità più diretta nel controllo dei contenuti finanziari ospitati sui propri ecosistemi.

A cura di Dario Lessa
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