Conti correnti, quali sono i più cari e quali i più economici
L’indagine di Altroconsumo per Il Corriere della Sera
Quanto costa davvero un conto corrente? A rispondere è un’indagine condotta da Altroconsumo per la sezione Economia del Corriere della Sera, che ha analizzato i costi annuali di decine di conti offerti dalle principali banche italiane, dal 2 luglio 2024 al 23 giugno 2025. L’obiettivo: individuare le soluzioni più vantaggiose (e quelle più onerose) per tre profili-tipo di clienti: pensionati, famiglie e giovani.
L’indicatore ICC: una bussola per orientarsi
Al centro dell’analisi c’è l’ICC (Indicatore dei Costi Complessivi), un parametro standard introdotto per facilitare il confronto tra conti correnti. Questo indicatore riassume tutti i costi associati a un conto – canone annuo, spese per bonifici, prelievi, invio estratti conto, carte di pagamento e così via – simulati su un utilizzo standardizzato in base al profilo del cliente.
Giovani: il digitale fa risparmiare
Per i giovani under 30, l’indagine ha premiato i conti digitali. Il più economico in assoluto è risultato “Tinaba con Banca Profilo”, che ha registrato un ICC di soli zero euro, grazie all’assenza di canone, prelievi gratuiti e operatività online completa.
Seguono Revolut, N26 Standard e Hype Start, con ICC tra i 0 e i 10 euro annui, anch’essi fortemente orientati all’online. Sul fronte opposto, tra i più costosi per i giovani, figurano alcuni conti tradizionali: Banco BPM Conto You, con ICC superiore a 90 euro, e Banca Intesa XME Conto, con costi annui che possono superare i 100 euro se non si usufruisce delle promozioni.
Famiglie: meglio il canone fisso o la formula a consumo?
Per le famiglie, l’indagine mostra una netta distinzione tra chi predilige conti con canone fisso tutto incluso e chi preferisce una formula “pay-per-use”. In cima alla classifica dei più convenienti c’è il Conto BBVA, con un ICC di circa 24 euro, seguito da Illimity Premium e Banca Mediolanum SelfyConto (entrambi sotto i 40 euro annui).
In fondo alla classifica spiccano invece conti di banche più tradizionali con ICC ben superiori ai 150 euro, tra cui Unicredit MyGenius (in assenza di promozioni) e BPER Conto Semplice.
Pensionati: il risparmio passa per la semplicità
Per i pensionati, Altroconsumo ha considerato un utilizzo prevalentemente allo sportello, con pochi bonifici e maggiore attenzione alla disponibilità fisica della banca. Anche qui il Conto BBVA si distingue per il basso costo (circa 24 euro annui), seguito da soluzioni offerte da banche cooperative locali.
Tra i conti più onerosi per questo segmento spiccano Poste Italiane BancoPosta, con ICC che supera i 120 euro, e alcuni conti di banche maggiori con operatività prevalentemente fisica, che non premiano l’utente poco digitalizzato.
Il conto migliore dipende dall’uso che se ne fa
L’indagine conferma che non esiste un “miglior conto corrente” in assoluto, ma che la convenienza varia molto in base all’utilizzo e al profilo dell’utente. I giovani traggono vantaggio da soluzioni digitali e smart, mentre le famiglie e i pensionati devono valutare con attenzione la trasparenza dei costi e la facilità d’uso.
In ogni caso, l’ICC si conferma uno strumento prezioso per orientarsi. Come ricorda Altroconsumo, il confronto tra conti va fatto regolarmente, anche una volta aperto il proprio, per evitare spese inutili e approfittare delle offerte migliori.
A cura di Dario Lessa
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