Microsoft, tagliati altri 9mila posti di lavoro
Il colosso tecnologico prosegue con i licenziamenti: tra riorganizzazione e sfide dell’AI, il settore tech continua a ridurre l’organico
Microsoft ha annunciato un nuovo taglio al proprio organico, con la perdita di altri 9.000 posti di lavoro, proseguendo così un’ondata di licenziamenti che, ormai da mesi, attraversa l’intero settore tecnologico. La decisione arriva a pochi mesi da precedenti riduzioni e sembra inserirsi in un più ampio piano di ristrutturazione interna, volto a ridisegnare le priorità strategiche dell’azienda in un momento di forte trasformazione, anche a causa dell’intelligenza artificiale.
La notizia ha colpito anche perché arriva in un contesto in cui Microsoft, da un punto di vista finanziario, continua a registrare risultati solidi. L’azienda è tra le più attive nel campo dell’AI generativa, con investimenti miliardari in OpenAI e l’integrazione sempre più spinta di tecnologie intelligenti all’interno dei suoi prodotti di punta, come Office e Windows. Tuttavia, proprio questa transizione tecnologica richiede nuove competenze, nuovi assetti e spesso porta alla razionalizzazione delle risorse umane non più in linea con le nuove direzioni di sviluppo.
Secondo fonti interne, i tagli riguardano principalmente reparti legati al marketing, al supporto e alla divisione cloud, ma non risparmiano nemmeno alcuni segmenti dell’ingegneria. La portata dei licenziamenti suggerisce che Microsoft stia rivedendo in profondità il modo in cui struttura e distribuisce il lavoro, scegliendo di investire in ambiti considerati strategici a scapito di quelli ritenuti meno centrali.
Non si tratta di un caso isolato. Anche altri giganti della tecnologia, come Google, Amazon e Meta, hanno annunciato tagli consistenti nell’ultimo anno. L’industria sembra entrare in una nuova fase: dopo la crescita esponenziale legata alla pandemia e alla digitalizzazione accelerata, ora si punta all’efficienza e alla sostenibilità a lungo termine, anche a costo di dolorose decisioni.
Microsoft ha dichiarato che offrirà supporto ai dipendenti colpiti dal provvedimento, attraverso pacchetti di uscita e assistenza alla ricollocazione. Ma resta il fatto che il clima nel settore tech si fa sempre più incerto, e nonostante l’euforia per l’AI, il prezzo da pagare per questa rivoluzione, almeno nell’immediato, sembra essere ancora alto.
A cura di Dario Lessa
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