Creator italiani: solo il 13% supera i 5.000 euro al mese, ma l’economia degli influencer continua a crescere

Secondo il report Creator Economy 2025 di Kolsquare, la maggior parte degli influencer italiani resta sotto i 5.000 euro mensili. Guadagni fortemente legati a follower e piattaforme: ecco cosa emerge

by Financial Day 24
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Creator italiani: solo il 13% supera i 5.000 euro al mese, ma l’economia degli influencer continua a crescere

Secondo il report Creator Economy 2025 di Kolsquare, la maggior parte degli influencer italiani resta sotto i 5.000 euro mensili. Guadagni fortemente legati a follower e piattaforme: ecco cosa emerge

Nel 2025 essere un creator digitale in Italia è un sogno ancora molto distante dalla sicurezza economica per la maggior parte degli aspiranti influencer. Lo conferma lo studio Creator Economy 2025 pubblicato da Kolsquare, azienda francese che opera nell’influencer marketing, secondo cui solo il 13% dei creator italiani guadagna più di 5.000 euro al mese. Un dato che, pur segnando l’esistenza di una fascia elitaria ben remunerata, mette in luce l’evidente polarizzazione all’interno del settore.

La fotografia restituita dallo studio mostra come il 74% dei creator guadagni meno di 5.000 euro mensili, mentre oltre un terzo – precisamente il 35% – si ferma sotto la soglia dei 1.000 euro. Un panorama che contrasta con la percezione diffusa di ricchezza e successo facile, alimentata dall’estetica scintillante dei social network. In realtà, la creator economy in Italia si rivela ancora per molti una fonte di reddito marginale, spesso insufficiente a sostituire un’occupazione tradizionale.

A influenzare in modo significativo i guadagni dei creator è la piattaforma di riferimento. Instagram, TikTok e YouTube restano i canali principali, ma ciascuno di essi offre opportunità molto diverse. TikTok, ad esempio, è noto per la possibilità di far crescere rapidamente il numero di follower grazie al suo algoritmo virale, ma spesso non garantisce monetizzazioni elevate a meno di collaborazioni sponsorizzate con brand. YouTube, al contrario, premia la costanza e la lunghezza dei contenuti con entrate pubblicitarie più strutturate, ma richiede investimenti iniziali maggiori in termini di tempo e attrezzature. Instagram rimane invece la piattaforma più richiesta per le partnership, specie nel mondo del lifestyle, ma raggiungere numeri interessanti è ormai sempre più difficile per i nuovi arrivati.

Il numero di follower rimane comunque uno degli indicatori chiave per accedere a guadagni più alti. Non a caso, il 13% che riesce a superare i 5.000 euro al mese è spesso composto da macro e mega influencer, figure con centinaia di migliaia o milioni di seguaci, capaci di attrarre le attenzioni dei brand disposti a investire cifre consistenti per campagne su misura. Tuttavia, sta emergendo una fascia intermedia di “creator professionisti” – anche con community più piccole – che riesce a costruire un reddito stabile grazie alla fidelizzazione dell’audience e a collaborazioni continuative, dimostrando che la qualità del contenuto può talvolta contare più della quantità di follower.

In un contesto economico sempre più digitalizzato, il ruolo del creator si sta quindi evolvendo: non più solo figura d’intrattenimento, ma vero e proprio micro-imprenditore, che deve saper gestire contenuti, relazioni commerciali e strategie di crescita. E sebbene i dati mostrino che solo una piccola percentuale riesce a vivere comodamente di questo lavoro, è evidente che l’economia degli influencer sia destinata a restare un pezzo strutturale del mercato digitale italiano.

A cura di Dario Lessa
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