Decreto infrastrutture, pronta la bozza con 16 articoli
Le norme riguardanti il ponte sullo stretto, le concessioni autostradali fino al caro-voli
Il decreto infrastrutture è ancora in stato di lavorazione. Per ora sono 16 gli articoli nella bozza a cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando. Dalle norme che riguardano il ponte sullo stretto per arrivare a novità sulle concessioni autostradali, passando per alcune opere del Pnrr, per la revisione della misura del 2023 sul caro-voli e per la determinazione della stagione balneare: la strada da percorrere è ancora tanta e non priva di ostacoli. La bozza in circolazione non è ancora completa e su diversi articoli viene segnalata la necessità di verifica da parte della Ragioneria generale dello Stato. La società Stretto di Messina incaricata dei lavori del Ponte sarà iscritta nell’elenco dell’Anac delle stazioni appaltanti e potrà di conseguenza gestire le procedure di gara per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture. La bozza stabilisce anche che i costi dei contratti per la realizzazione del Ponte possano essere adeguati ma con il limite massimo di un aumento del 50%, come previsto dalla normativa europea. Il provvedimento tocca anche alcune opere finanziate dal Pnrr. In particolare, una misura in bozza riguarda la nuova linea ferroviaria Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, inserita tra i progetti Pnrr. Si prevede che programmi e progetti di riqualificazione urbana e mitigazione ambientale connessi alla realizzazione del primo lotto di questa linea possano essere finanziati fino al 2% del costo dell’intervento, attingendo alle risorse del quadro economico dell’opera, e comunque per un massimo di 60 milioni di euro. Una piccola quota del budget dell’opera potrà essere destinata a opere complementari sul territorio, senza richiedere fondi aggiuntivi fuori Pnrr.
Sul fronte delle concessioni autostradali il decreto 2025 mira a rafforzare il ruolo di regolazione tariffaria. Viene potenziata l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) nella definizione dei pedaggi: si passerebbe dall’attuale meccanismo in cui il Ministero approva caso per caso le tariffe proposte, a un sistema in cui l’Autorità adotta direttamente il modello tariffario valido per tutte le concessionarie. Il sistema diventa unico, con i pedaggi affidati all’Autorità dei trasporti e un impianto regolatorio che punta a ridurre al minimo i margini di manovra dietro le quinte.
Un’altra novità interessa la gestione delle nuove gare per concessioni in scadenza. Per accelerare i tempi di avvio dei bandi, la bozza consente al Ministero (Mit) di predisporre in modalità “stralcio” l’elenco degli interventi di manutenzione straordinaria da inserire nei capitolati di gara, anche prima che sia presentato il piano economico-finanziario completo.
Questa facoltà, prevista in via transitoria per i tre anni successivi all’entrata in vigore del decreto, permetterebbe di bandire più rapidamente le nuove concessioni autostradali.
Nel campo del trasporto aereo si interviene sul caro-voli verso le destinazioni periferiche (isole e aree remote). La bozza rivede la misura introdotta nel 2023, confermando la possibilità di un tetto alle tariffe dei voli in caso di impennate di prezzo dovute alla stagionalità o ad eventi straordinari, ma limitandolo a determinate categorie di passeggeri.
Non tutti i viaggiatori godranno del prezzo calmierato, bensì solo alcune categorie protette (ad esempio residenti, studenti o lavoratori pendolari delle isole, secondo criteri da definirsi). Il provvedimento richiama il quadro europeo sugli oneri di servizio pubblico, consentendo all’autorità competente di fissare tariffe massime praticabili dalle compagnie aeree per tali categorie quando necessario.
A cura di Dario Lessa
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