Deluso dalla legge di bilancio
Elon Musk ha ufficialmente lasciato il suo incarico di consulente speciale nell’amministrazione Trump, ponendo fine a una collaborazione iniziata con grandi aspettative ma conclusasi tra polemiche e delusioni. La decisione è maturata dopo l’approvazione della controversa legge di bilancio, soprannominata “One Big Beautiful Bill Act”, che secondo Musk contraddice gli obiettivi di riduzione del deficit promossi dal Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) da lui guidato.
Il DOGE, istituito all’inizio del 2025 su iniziativa di Donald Trump, aveva l’ambizioso obiettivo di tagliare 2.000 miliardi di dollari dalla spesa federale. Tuttavia, Musk ha dovuto rivedere le sue stime, puntando a un risparmio di 150 miliardi entro il 2026. La nuova legge di bilancio, che prevede aumenti significativi delle spese in difesa e immigrazione, ha suscitato la sua disapprovazione, portandolo a dichiarare che tale provvedimento mina gli sforzi del DOGE e aggrava il deficit federale.
Oltre alle divergenze politiche, Musk ha affrontato pressioni crescenti da parte degli investitori delle sue aziende. Tesla, in particolare, ha registrato un calo del 71% dei profitti nel primo trimestre del 2025, con una diminuzione del 13% nelle consegne di veicoli. Questi risultati negativi sono stati attribuiti anche alla sua vicinanza all’amministrazione Trump, che ha influenzato negativamente l’immagine del marchio.
In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X, Musk ha ringraziato Trump per l’opportunità concessagli, ma ha sottolineato la necessità di concentrarsi sulle sue imprese, in particolare Tesla, SpaceX e la startup di intelligenza artificiale xAI. Ha inoltre criticato l’eccessiva burocrazia e la mancanza di trasparenza all’interno del governo, fattori che, a suo dire, hanno ostacolato il successo del DOGE.
La Casa Bianca ha confermato la sua partenza, assicurando che il piano di riduzione delle spese continuerà. Tuttavia, la rottura tra Musk e Trump rappresenta un colpo significativo per l’amministrazione, che perde uno dei suoi principali sostenitori nel settore tecnologico. La fine di questa collaborazione segna anche la conclusione di un’alleanza che, sebbene promettente, non è riuscita a raggiungere gli obiettivi prefissati.
A cura di Dario Lessa
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