Essere madri in Italia costa caro, troppo caro

La maternità moderna combatte ogni giorno col portafoglio

by Financial Day 24
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Essere madri in Italia costa caro, troppo caro

La maternità moderna combatte ogni giorno col portafoglio

Andare al supermercato, coprire la rata mensile della casa, decidere se comprare un paio di scarpe nuove al figlio oppure ricaricare l’abbonamento del tram.
La maternità oggi si misura anche nel numero di rinunce, e ogni donna lo sa bene.

Prezzi in salita, generi alimentari sempre più cari, alloggi inaccessibili: la vita delle madri racconta un equilibrio fragile e faticoso.
Chi cresce bambini da sola, senza un partner affidabile, senza nonni disponibili, senza bonus stabili e chiari, lotta ogni giorno per tenere tutto in piedi.

Nel frattempo, chi governa continua a riempire discorsi con parole come “natalità” e “famiglia”, senza mai risolvere i problemi reali: assenza di asili pubblici, congedi che non bastano, stipendi troppo bassi, supporti economici inconsistenti.
Essere madre non rappresenta un’ispirazione poetica. È un mestiere vero. E ogni mestiere merita tutela e rispetto.

Senza sicurezza economica, la maternità diventa un salto nel vuoto

Molte donne scelgono di non diventare madri. Ma tante altre vorrebbero farlo e non possono permetterselo.
Temono di perdere il posto di lavoro, di non riuscire a mantenere un equilibrio, di non avere un’entrata sicura.

Chi ha figli, spesso si reinventa: lavora in nero, apre una partita IVA, si adatta a orari notturni o incarichi precari.
Tutto per incastrare una realtà dove non esiste spazio per il tempo della cura.

E così, ci si sveglia alle cinque, si lavora col neonato in braccio, si corre tra la mensa scolastica e l’ufficio con lo zainetto di Spider-Man in spalla.
Non si tratta di eroismo. Si tratta di resistenza.

Le madri non vogliono lodi: chiedono riforme e fatti

La politica italiana si riempie la bocca con frasi da campagna elettorale.
Ma nessuno costruisce davvero un piano concreto che dia respiro alle donne con figli.

Bisogna destinare risorse ai servizi per l’infanzia, riformare il sistema dei congedi per entrambi i genitori, fornire aiuti continui e realistici alle madri che vivono senza un compagno o che non hanno un impiego fisso.

Non bastano promesse e post celebrativi. Serve una presa di responsabilità. Serve un’agenda chiara.
Le madri non chiedono medaglie. Chiedono strumenti per restare in piedi, senza dover scegliere tra maternità e sopravvivenza.

A cura di Veronica Aceti
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