Spendiamo sempre di più per i nostri amici a quattro zampe

Pet economy, un comparto da quasi 7 miliardi di euro

by Financial Day 24
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Spendiamo sempre di più per i nostri amici a quattro zampe

Pet economy, un comparto da quasi 7 miliardi di euro

Ormai sono tantissimi gli italiani che possiedono un amico a quattro zampe e di conseguenza cresce sempre di più la spesa destinata agli animali. Non si tratta più solo di dar da mangiare o ospitare cani e gatti, ma di garantire loro una vita sana e felice. Gli animali domestici sono ormai diventati membri effettivi della famiglia, e questo cambio di prospettiva si riflette chiaramente nei numeri del settore. Vale oltre 3 miliardi il mercato del pet food in Italia, ma il business complessivo tocca quasi 7 miliardi se si aggiungono le spese relative alla cura, all’abbigliamento e agli accessori per animali. Nel nostro Paese sono presenti quasi 20 milioni tra cani e gatti, oltre 12 milioni di volatili e 3 milioni di piccoli animali, insieme a quasi 30 milioni di pesci per un totale di oltre 65 milioni di animali. A dirlo è l’ultimo rapporto di Assalco-Zoomark (contenente dati Circana ed Euromonitor). Secondo un’analisi condotta da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, il comparto conta oggi circa 27mila aziende in tutta Italia. Un numero stabile rispetto a dieci anni fa (+0,05%), ma che nasconde una rivoluzione interna al settore. Negli ultimi cinque anni, infatti, i servizi di cura per animali hanno registrato una crescita del 32%, con l’apertura di quasi 1.400 nuove attività. Ancora più impressionante l’incremento dei servizi veterinari, aumentati del 39,4%. Guardando al decennio 2014-2024, le imprese dedicate ai servizi di cura per animali sono addirittura quasi raddoppiate (+90,1%), passando da toelettature a servizi specializzati come fisioterapia e pet-sitting professionale. Questa espansione va di pari passo con il calo di altri segmenti più tradizionali: le aziende dedicate alla vendita di animali sono diminuite del 10,6%, così come quelle specializzate in prodotti per animali (-10,6%). In forte contrazione anche gli allevamenti di conigli (-21,6%) e, in modo ancora più marcato, il commercio all’ingrosso di mangimi (-34,3%). L’unico settore produttivo in controtendenza è quello degli alimenti per animali domestici, cresciuto del 28% dal 2019. Si tratta però di un’offerta sempre più orientata verso cibi personalizzati e di alta qualità, in linea con la crescente attenzione al benessere animale. A livello geografico, la Lombardia si conferma leader del settore, seguita da Campania e Lazio. Interessante notare come il Sud Italia mostri una forte presenza nel commercio al dettaglio, mentre al Nord si concentrano i servizi di cura specializzati.

A cura di Dario Lessa
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