Federalismo fiscale nei trasporti: cosa sta per cambiare

Incertezza sulla copertura dei fabbisogni standard e sulla continuità dei servizi essenziali

by Davide Cannata
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Federalismo fiscale nei trasporti: cosa sta per cambiare

Incertezza sulla copertura dei fabbisogni standard e sulla continuità dei servizi essenziali

Le associazioni che rappresentano in Italia le imprese del trasporto pubblico locale tornano a segnalare criticità sul ddl sul federalismo fiscale regionale approvato in Consiglio dei Ministri. Per Agens, Anav e Asstra, il provvedimento potrebbe mettere a rischio l’equilibrio economico-finanziario del comparto e la qualità dei servizi, rendendo necessari correttivi immediati prima dell’adozione definitiva.

Secondo le tre sigle, il punto più delicato riguarda la destinazione delle risorse provenienti dall’IRPEF, che dovrebbero restare vincolate esclusivamente al trasporto pubblico locale, senza possibilità di impieghi diversi. Le associazioni chiedono anche che il TPL sia qualificato come spesa essenziale, con copertura integrale dei fabbisogni standard regionali attraverso il fondo perequativo, e che le funzioni di coordinamento delle politiche nazionali della mobilità restino in capo allo Stato.

Le criticità del nuovo schema

Nel nuovo impianto, spiegano Agens, Anav e Asstra, viene confermata la logica già delineata in precedenza: alle Regioni a Statuto ordinario verrebbe assegnata una compartecipazione al gettito IRPEF in grado di coprire i trasferimenti statali destinati a essere eliminati dal 2027, compresi quelli del Fondo nazionale TPL. Su questo passaggio si concentrano le principali perplessità emerse anche da Regioni ed enti locali, che in Conferenza Unificata non hanno raggiunto l’intesa sul testo.

Le associazioni ricordano inoltre che un modello analogo era già stato sperimentato tra il 2008 e il 2012, con effetti negativi dovuti alla distrazione di oltre 1.300 milioni di euro verso altre finalità. Dal 2013, l’istituzione del Fondo nazionale TPL avrebbe invece assicurato maggiore stabilità, anche se oggi permane una carenza di risorse stimata in oltre 800 milioni annui per la mancata adeguata indicizzazione del fondo.

Gare e scadenze in arrivo

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la scadenza dei contratti di trasporto pubblico locale, fissata a fine 2026. Per Agens, Anav e Asstra, l’incertezza finanziaria rischia di complicare la programmazione futura e di ostacolare l’avvio corretto delle nuove gare d’appalto, con ricadute anche sugli investimenti collegati a PSNMS e PNRR.

“La mancanza di certezze finanziarie minaccia seriamente la pianificazione futura e il corretto svolgimento delle nuove gare d’appalto. Questa instabilità economica rischia di bloccare i progressi e gli investimenti previsti dai piani nazionali (come PSNMS e PNRR), rallentando il processo di modernizzazione e competitività sul mercato. Bisogna evitare una crisi sistemica, per questo chiediamo un confronto istituzionale immediato tra il Governo e le Regioni. L’obiettivo primario è definire soluzioni condivise che assicurino la continuità e lo sviluppo dei servizi di mobilità urbana”, affermano le associazioni.

Per questo, il settore chiede un confronto immediato tra Governo e Regioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che garantiscano continuità ai servizi e sostegno allo sviluppo della mobilità urbana.

A cura della redazione

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