Tutti pazzi per lo Spritz: l’aperitivo trascina le vendite del Prosecco
Uno studio analizza come lo Spritz spinge le esportazioni di Prosecco nel mondo, mentre il gruppo Campari progetta la conquista dei mercati americani
Aperol, prosecco, acqua frizzante, cubetti di ghiaccio e una fresca fetta d’arancia compongono una combinazione diventata celebre in ogni angolo del pianeta. Lo Spritz rappresenta ormai l’aperitivo più diffuso, trasformandosi in un formidabile volano economico per l’intera filiera vitivinicola italiana. Un’accurata indagine accademica ha recentemente confermato come l’inarrestabile successo internazionale del cocktail stia trascinando l’export delle bollicine venete e friulane verso traguardi storici.
La svolta dell’International Bartenders Association
I ricercatori delle Università di Torino e Verona hanno firmato uno studio intitolato “The Spritz Effect: Impact of Informal, Cultural Channels on Sparkling Wine Trade”, pubblicato sulla prestigiosa rivista Applied Economics. Gli accademici hanno incrociato sapientemente enormi volumi di dati estratti da Google Trends con modelli statistici per valutare l’impatto reale della bevanda alcolica sulle spedizioni estere. La svolta fondamentale risale al 2011, anno in cui l’International Bartenders Association ha inserito ufficialmente lo Spritz nel proprio ricettario codificando il Prosecco come ingrediente primario e insostituibile.
Questa consacrazione istituzionale ha innescato un’impennata diretta e duratura nelle vendite estere di vino spumante italiano, creando un legame indissolubile con l’identità del cocktail. La ricerca dimostra chiaramente come l’effetto propulsivo non abbia premiato altri spumanti stranieri, confermando che i consumatori internazionali pretendono l’originale bollicina tricolore per la preparazione. L’informale canale culturale dell’aperitivo ha saputo generare una domanda estera spontanea che supera le tradizionali strategie promozionali delle singole cantine.
Campari e la conquista del mercato statunitense
I risultati della ricerca trovano un riscontro immediato nei bilanci finanziari dei grandi colossi del settore beverage, a partire dal Gruppo Campari. Persino l’autorevole quotidiano francese Le Figaro ha celebrato le eccezionali performance del marchio italiano, evidenziando che Aperol genera da solo circa un terzo dell’intero fatturato aziendale. Con un giro d’affari complessivo di tre miliardi di euro all’anno, il celebre aperitivo arancione costituisce la vera colonna portante della multinazionale milanese.
Dopo aver consolidato la propria leadership nei mercati europei, la dirigenza aziendale punta ora con decisione oltreoceano verso le metropoli degli Stati Uniti. Il piano strategico mira a trasformare lo Spritz nel protagonista assoluto dei tradizionali brunch americani del fine settimana, intercettando nuovi segmenti di consumatori urbani e giovani. Questa espansione commerciale promette di amplificare la richiesta di Prosecco, consolidando la presenza dei produttori italiani nella ristorazione nordamericana.
La storia recente dell’aperitivo nasce dalla visione imprenditoriale iniziata nei primi anni Duemila con un’intuizione strategica e lungimirante. Michele Costabile, docente di marketing all’Università Luiss di Roma, ha ricostruito questa parabola vincente sulle pagine della stampa francese ricordando le origini locali del fenomeno. L’acquisizione di Aperol nel 2003 da parte di Campari ha infatti trasformato una bevanda confinata nel triangolo Venezia-Padova-Treviso in una vera icona di lifestyle globale.
“Grazie alla sua gradazione alcolica relativamente contenuta, lo Spritz si dimostra decisamente più resistente alle crisi rispetto ad altri superalcolici.” ha affermato Michele Costabile, Docente di Marketing alla Luiss di Roma.
La moderata gradazione e la freschezza del gusto rispondono alle moderne tendenze di consumo orientate al benessere e alla socialità informale. Questa combinazione unica di fattori culturali, accorta promozione commerciale e tutela della qualità produttiva garantisce al Made in Italy una posizione di forza imbattibile nei mercati internazionali.
Di Dario Lessa
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