Fuga da ChatGPT per il Pentagono: ora tutti scelgono Claude

Il patto tra OpenAI e Difesa scatena il boom di cancellazioni mentre Anthropic conquista il primato dei download

by Dario Lessa
0

Fuga da ChatGPT per il Pentagono: ora tutti scelgono Claude

Il patto tra OpenAI e Difesa scatena il boom di cancellazioni mentre Anthropic conquista il primato dei download

Il mondo dell’intelligenza artificiale sta vivendo la drastica fuga degli utenti dalla celebre piattaforma ChatGPT. La scintilla che ha innescato la crisi risiede nell’annuncio ufficiale di una partnership strategica tra la casa madre OpenAI e il Dipartimento della Difesa americano. Questa collaborazione con quello che l’Amministrazione Trump ha ribattezzato “Dipartimento della Guerra” ha generato un’ondata di indignazione immediata tra i fedelissimi della tecnologia.

I dati del crollo e la protesta degli utenti

Secondo i dati analizzati dalla società specializzata SensorTower, la reazione del pubblico si è manifestata con un picco di disinstallazioni del 295% nella sola giornata di sabato 28 febbraio. Si tratta di un’impennata clamorosa se paragonata al tasso ordinario di rimozione quotidiana dell’applicazione che solitamente si attesta intorno al 9%. Il timore che i propri dati finiscano nei circuiti militari ha spinto migliaia di persone a chiudere i propri account in segno di aperta protesta.

Il Ceo di OpenAI, Sam Altman, ha cercato di correre ai ripari affidando a un lungo post su X la propria analisi della situazione critica. Il manager ha ammesso apertamente la leggerezza della società dichiarando che l’azienda non avrebbe dovuto affrettarsi a pubblicare la notizia venerdì scorso con toni forse troppo trionfalistici. Altman ha poi cercato di rassicurare l’opinione pubblica promettendo modifiche sostanziali all’accordo per garantire la massima tutela dei diritti civili dei cittadini americani.

L’ascesa di Claude e la scelta etica

“Il nostro sistema non verrà utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di persone e cittadini statunitensi”, ha scritto Altman sottolineando la volontà di procedere attraverso processi democratici. Tra le nuove clausole inserite per frenare l’emorragia di utenti, spicca il divieto per agenzie come la National Security Agency di utilizzare il modello senza una specifica modifica contrattuale. Nonostante queste precisazioni, la fiducia del mercato sembra ormai compromessa a favore della concorrenza che ha adottato una linea etica molto diversa.

Mentre ChatGPT crolla, il chatbot rivale Claude vive il suo momento di gloria grazie alla posizione rigorosa assunta dalla società proprietaria Anthropic. L’azienda ha infatti recentemente respinto una richiesta del Dipartimento della Difesa che esigeva l’utilizzo del modello Claude senza alcuna restrizione per scopi militari. Questa scelta di campo si è rivelata vincente sul piano commerciale portando i download dell’app a un aumento del 37% nella giornata di venerdì 27 febbraio.

Il successo di Claude è esploso definitivamente sabato 28 febbraio con un incredibile incremento del 51%, superando per la prima volta nella storia i numeri di ChatGPT. La pressione degli utenti è stata talmente elevata che i server di Anthropic hanno mostrato i primi segni di cedimento tecnico. Nella giornata di martedì 2 marzo si sono infatti verificati alcuni disservizi temporanei che testimoniano l’improvvisa e massiccia migrazione di massa verso l’intelligenza artificiale considerata oggi più etica e sicura.

Di Dario Lessa

Leggi anche: La corsa degli umanoidi è già un mercato miliardario

Seguici su Facebook e Instagram!

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!