Il commercialista risponde: guida pratica al regime forfettario

Vantaggi esclusivi e limiti nascosti del Regime Forfettario analizzati dal noto esperto Marco Masci per una gestione fiscale senza sorprese

by Davide Cannata
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Di  Davide Cannata

Il commercialista risponde: guida pratica al regime forfettario

Vantaggi esclusivi e limiti nascosti del Regime Forfettario analizzati dal noto esperto Marco Masci per una gestione fiscale senza sorprese

In un contesto fiscale sempre più complesso e in continua evoluzione, orientarsi tra regimi, aliquote e adempimenti può diventare una sfida anche per i contribuenti più attenti. È proprio qui che entra in gioco una nuova bussola per il contribuente: la consapevolezza strategica. Non si tratta più di “delegare al commercialista” in modo passivo, ma di comprendere le scelte e guidarle con lucidità.

In questo nuovo appuntamento, il Dott. Marco Masci, commercialista e autore del celebre libro “Commercialista di te stesso“, accompagna imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi alla scoperta del regime forfettario: uno degli strumenti fiscali più discussi e utilizzati negli ultimi anni. Con un linguaggio chiaro ma rigoroso, analizziamo insieme opportunità, limiti e scenari futuri, per aiutarti a prendere decisioni più informate e consapevoli.

Perché oggi, più che mai, conoscere il proprio regime fiscale significa avere il controllo del proprio business.

In parole semplici, cos’è il regime forfettario e perché è stato introdotto? Quali sono i requisiti principali per poterlo adottare?

All’inizio di un’attività è sicuramente preferibile il Regime Forfettario, in assoluto il più vantaggioso. In termini semplici, il grande vantaggio è che non devi applicare l’Iva al tuo imponibile (quindi non c’è alcun adempimento ai fini Iva). Puoi restare in questo regime illimitatamente, se non superi il tetto di fatturato annuo incassato di 85.000 euro.

Il funzionamento è snello: il tuo Reddito viene calcolato in base ad una percentuale di forfetizzazione, diversa in base al Codice ATECO, che si applica alle fatture incassate nell’anno. Per semplificare, il legislatore ha deciso di riconoscere una percentuale predeterminata di costi (a forfait) da dedurre dal totale delle fatture che avrai incassato, quindi non avrai bisogno di fatture di costo.

Quali sono i veri vantaggi fiscali e burocratici rispetto all’ordinario?

Le differenze sono molte e sostanzialmente i vari regimi diventano obbligatori all’aumentare dell’importo del fatturato annuo. Scegliendo il forfettario non versi Irpef, Irap, Addizionale Regionale e Comunale; paghi solo un’Imposta Sostitutiva del 5% sul Reddito per i primi 5 anni (cosiddette Start up), che successivamente sale al 15%.

Per capire il risparmio, basta guardare il Regime Ordinario dove le Aliquote Irpef sono a scaglioni: si parte dal 23% per redditi fino a 15.000 euro, arrivando al 43% oltre i 75.000 euro. In quel caso, il carico fiscale complessivo aumenta sensibilmente all’aumentare del Reddito.

Per quali categorie di lavoratori è ancora particolarmente conveniente oggi?

Il regime è pensato per chi svolge un’attività in maniera abituale, ancorché non esclusiva. L’elenco dei Codici ATECO raccoglie, più o meno, tutte le attività professionali e commerciali.

Una convenienza specifica riguarda gli imprenditori: se l’attività è di impresa (Commercianti o Artigiani) e utilizzi il Regime forfettario, hai diritto ad una riduzione del 35% sull’importo dei contributi, effettuando una specifica comunicazione telematica. Anche per i dipendenti del settore privato non ci sono cause ostative (salvo il divieto di concorrenza), e se sei dipendente full time potrai richiedere all’Inps il totale sgravio contributivo.

Ci sono situazioni in cui il forfettario conviene meno? Esistono casi reali o esclusioni?

Sì, esistono dei “rovesci della medaglia” da valutare bene. Se utilizzi il Regime Forfettario non potrai usufruire di alcun tipo di onere detraibile come spese mediche, interessi del mutuo prima casa o ristrutturazioni edilizie, né delle detrazioni per coniuge o figli a carico. Questo accade perché l’Imposta Sostitutiva applicata è già molto bassa.

Esistono poi esclusioni categoriche: il regime non è applicabile se sei socio di Società di persone (S.n.c. e S.a.s.), o socio di controllo di S.r.l. che esercitano attività economiche riconducibili alla tua. Inoltre, non puoi aderire se la tua attività è esercitata nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro, o lo erano nei due anni precedenti.

Consigli pratici per chi valuta l’adesione nel 2027: cosa verificare?

Il suggerimento è chiaro: se inizia a lavorare e fare per la prima volta quel lavoro è suggeribile il regime forfetario. Dal punto di vista tecnico, è indispensabile indicare l’attività che si intende svolgere scegliendo il Codice ATECO più adeguato. Non sempre tra le attività dell’elenco troviamo quella “perfetta” che rispecchi in tutto la nostra, soprattutto per le professioni in continua evoluzione. Va da sé che ogni situazione è diversa e solo con una consulenza personalizzata e mirata si può analizzare il caso e risolvere ogni dubbio.

Secondo lei, il regime forfettario ha ancora un futuro a lungo termine o rischia di essere rivisto o limitato dal Governo nei prossimi anni?

Le prospettive sono decisamente positive. Il regime forfettario si conferma come una delle soluzioni fiscali più convenienti degli ultimi anni e continua a rappresentare un punto di riferimento per chi avvia o gestisce una piccola attività.


Il regime forfettario non è solo una scelta fiscale: è una leva strategica. Comprenderne il funzionamento, i vantaggi e i limiti significa uscire dalla logica della delega “al buio” e iniziare a governare davvero il proprio percorso imprenditoriale.

La vera differenza oggi non la fa il regime scelto, ma il livello di consapevolezza con cui viene adottato.

Vi diamo appuntamento alla settimana prossima per un nuovo capitolo della nostra rubrica.

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