Il Governo cambia le regole: cosa succede ora?
Manovra 2026, tra nuove tasse e incentivi: affitti brevi al 26% e flat tax per straordinari e festivi
La prima bozza della manovra 2026 inizia a delineare la direzione economica del prossimo anno, tra conferme e nuove misure fiscali destinate ad accendere il dibattito politico. Il testo, composto da 137 articoli, è atteso in Parlamento nei prossimi giorni, anche se il suo approdo non rispetterà con ogni probabilità la scadenza del 20 ottobre. Tra le novità principali emergono la stretta sugli affitti brevi, con un aumento dell’aliquota al 26%, e la flat tax per gli straordinari e i festivi, un intervento che mira a incentivare il lavoro aggiuntivo in un contesto di stagnazione salariale.
La manovra mantiene invece l’obiettivo del taglio dell’Irpef per il ceto medio, un segnale di continuità rispetto alla linea seguita negli ultimi anni per alleggerire il carico fiscale dei redditi medio-bassi. La riduzione di un punto percentuale, anche se parziale, rappresenta il primo passo di una revisione più ampia del sistema tributario che il governo intende completare nel corso della legislatura.
Una parte significativa delle risorse arriverà dal cosiddetto “contributo di solidarietà” richiesto a banche e assicurazioni, chiamate ancora una volta a sostenere gli equilibri della finanza pubblica. Una misura che punta a reperire liquidità senza ricorrere a nuovo debito, ma rischia di sollevare polemiche nel settore finanziario, preoccupato per gli effetti su redditività e investimenti.
La stretta sugli affitti brevi rappresenta uno dei punti più sensibili della bozza. L’aliquota al 26% mira a riportare maggiore equità tra chi affitta abitazioni a lungo termine e chi invece opera nel mercato turistico, spesso più redditizio e meno controllato. L’obiettivo del governo è quello di contrastare la concorrenza sleale verso il settore alberghiero e disincentivare l’abbandono del mercato residenziale tradizionale nelle grandi città, dove i canoni per i residenti sono ormai fuori controllo.
Parallelamente, la flat tax sugli straordinari e sui festivi si propone di premiare i lavoratori dipendenti che accettano turni aggiuntivi, offrendo un vantaggio fiscale immediato. Si tratta di una misura che, pur incidendo solo su una parte limitata della platea, intende favorire la produttività e sostenere i redditi in una fase in cui il potere d’acquisto resta eroso dall’inflazione.
Tra le disposizioni di carattere istituzionale, la manovra include infine la definizione dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), passaggio indispensabile per dare sostanza alla riforma dell’Autonomia differenziata. Una mossa che potrebbe avere ricadute significative sugli equilibri territoriali e sulla distribuzione delle risorse tra le Regioni, con implicazioni politiche ancora tutte da misurare.
A cura di Dario Lessa