La trasformazione delle ricerche digitali durante i Mondiali

Dall'orientamento veloce alla scelta consapevole: l'effetto dei Mondiali sul digitale

by Davide Cannata
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La trasformazione delle ricerche digitali durante i Mondiali

Dall’orientamento veloce alla scelta consapevole: l’effetto dei Mondiali sul digitale

Nel corso dei recenti Mondiali di calcio, reperire indicazioni immediate su sedi delle partite, percorsi più agevoli o quartieri migliori per il soggiorno è diventato un processo fulmineo grazie all’intelligenza artificiale. Per qualunque tifoso intenzionato a seguire la propria squadra sul posto, un’interrogazione ai motori basati su AI ha permesso di pianificare il calendario degli incontri, suggerire gli itinerari più adatti e individuare le città ospitanti, riducendo drasticamente le tempistiche di ricerca preliminare.

Tuttavia, il passaggio dall’ottenimento di un’informazione di base all’organizzazione concreta di uno spostamento richiede ulteriori verifiche. Prima di riservare un volo o saldare una stanza d’albergo, l’utente sente la necessità di controllare le date sui canali ufficiali, confrontare le tariffe su differenti portali, misurare la distanza tra le strutture e lo stadio, leggere recensioni approfondite e valutare le condizioni di cancellazione e di trasporto urbano. Se le soluzioni di AI costituiscono l’input iniziale, la scelta definitiva si concretizza nell’articolato ecosistema di portali web, applicazioni, testate editoriali e piattaforme specializzate che formano l’Open Internet.

Questa combinazione ha reso il torneo calcistico un emblematico modello di analisi per interpretare l’evoluzione delle abitudini digitali degli utenti. L’esperienza di navigazione legata all’evento non si è limitata a un unico ambiente, ma è scaturita dall’incontro tra la rapidità della prima consultazione e la profondità informativa indispensabile per confermarla, contestualizzarla e trasformarla in un’azione reale.

I dati di The Trade Desk, PA Consulting e Appinio sulle abitudini degli utenti

A testimoniare questo scenario è una recente indagine realizzata da The Trade Desk in sinergia con PA Consulting. Le rilevazioni evidenziano due comportamenti complementari:

  • L’ascesa dell’AI per la ricerca rapida: Il 77% degli utenti intende intensificare l’impiego dei motori di ricerca basati su AI per sintetizzare la grande mole di informazioni e individuare un punto di partenza.
  • La centralità dell’Open Internet per la fiducia: L’87% dei consumatori dichiara di non fidarsi ciecamente delle sintesi automatiche dell’AI e cerca conferme su altre fonti, principalmente sull’Open Internet, prima di effettuare un acquisto.
  • La permanenza del tempo digitale: Il 95% del tempo trascorso online rimane concentrato in spazi esterni all’AI, spaziando tra siti web, app, piattaforme di streaming, Connected TV, podcast e pubblicazioni editoriali.

La programmazione di una trasferta sportiva dimostra chiaramente questa distinzione. Chiedere all’AI le date delle gare comporta rischi trascurabili. Al contrario, investire somme considerevoli per collegamenti intercontinentali e alloggi richiede l’inserimento di dati riservati e la certezza su costi, distanze e clausole contrattuali. Man mano che cresce il valore economico ed emotivo della decisione, aumenta l’esigenza di paragonare le opzioni e affidarsi a fonti autorevoli.

Già prima dell’inizio della competizione, un’indagine condotta da The Trade Desk assieme ad Appinio evidenziava che il 40% degli appassionati italiani valutava la compravendita di biglietti per assistere alle partite negli Stati Uniti, indicando metropoli come Los Angeles, Miami e New York tra le mete più desiderate. Tale intenzione sottintendeva un consistente indotto economico distribuito tra compagnie aeree, ricettività alberghiera, ristorazione, trasporti locali, intrattenimento e servizi turistici integrati.

Se l’AI si è dimostrata utile nell’ispirazione e nella bozza dell’itinerario, sono stati gli ambienti dell’Open Internet a garantire i dispositivi operativi fondamentali per convertire un’ipotesi in una prenotazione formale: disponibilità aggiornate, comparazione dei costi, mappe interattive, garanzie contrattuali, supporto clienti e sistemi di pagamento. È in questo snodo tra orientamento e conversione che la passione sportiva genera valore reale per i vari operatori del settore.

Il medesimo schema si è osservato durante l’intero svolgimento delle gare. L’AI forniva istantaneamente il punteggio finale o la sintesi di un match, ma per seguire la diretta in streaming, guardare gli highlights, leggere analisi approfondite, ascoltare podcast o acquistare prodotti ufficiali, gli utenti hanno proseguito la navigazione tra Connected TV, giornali digitali, portali tematici ed e-commerce. Il valore economico non si è ristretto al momento della risposta automatica, ma nella catena di azioni che essa ha attivato.

Le indicazioni strategiche per le aziende secondo Angela Bersini

Secondo l’analisi fornita da Angela Bersini, General Manager Italy di The Trade Desk, l’insegnamento che emerge dai Mondiali per il settore del marketing ha una forte valenza strategica. I dati indicano che i consumatori sono 1,6 volte più propensi a completare un acquisto sull’Open Internet rispetto a un percorso concluso soltanto su strumenti di AI.

Come dichiara Angela Bersini: «I consumatori sono 1,6 volte più propensi a finalizzare un acquisto sull’Open Internet rispetto a un percorso che si conclude esclusivamente attraverso gli strumenti di AI. Questo dato chiarisce in modo netto la differenza fondamentale tra l’essere trovati e l’essere scelti. Comparire in una risposta generata automaticamente può aiutare un’azienda ad entrare nel ventaglio delle possibilità; ma convincere una persona a prenotare, acquistare o affidarsi a un servizio richiede fiducia, contesto e un’esperienza di brand credibile.»

Strumenti di AI e ambienti dell’Open Internet non devono essere interpretati come rivali. L’AI si afferma come una porta d’ingresso efficace per rendere la scoperta più rapida, mentre l’Open Internet rimane il luogo d’elezione in cui le persone approfondiscono i dettagli, maturano familiarità con i marchi ed effettuano le conversioni d’acquisto.

Per gli inserzionisti, curare la propria visibilità negli algoritmi di sintesi sarà fondamentale, ma non potrà mai rimpiazzare una presenza solida e strutturata nei contesti in cui matura la scelta finale. Investire nell’Open Internet significa presidiare il passaggio cruciale in cui un’informazione primaria viene verificata, confrontata e trasformata in un’azione concreta. L’AI traccia la rotta, ma è sull’Open Internet che il percorso giunge a termine.

A cura della redazione

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