Mattone di lusso: quali sono le isole più care d’Italia

L'analisi di Immobiliare.it Insights svela i prezzi al metro quadro tra i record di Capri e i cali della Laguna

by Dario Lessa
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Mattone di lusso: quali sono le isole più care d’Italia

L’analisi di Immobiliare.it Insights svela i prezzi al metro quadro tra i record di Capri e i cali della Laguna

Il mercato immobiliare delle isole italiane della prima metà del 2026 delinea uno scenario economico che vale la pena esaminare. Comprare una residenza circondata dal mare rappresenta da sempre un investimento di prestigio, ma la spesa varia sensibilmente a seconda della latitudine considerata. L’ultima analisi curata da Immobiliare.it Insights, la divisione del gruppo specializzata in data intelligence, fotografa dinamiche complesse in cui si alternano picchi esclusivi e correzioni di valore. I dati della classifica mostrano una distanza siderale tra i territori d’élite del Tirreno e le realtà insulari del Nord o del Mezzogiorno.

Capri al primo posto

Il vertice assoluto della classifica appartiene a Capri, la perla campana che si conferma la regina incontrastata dei listini immobiliari nazionali nel corso di quest’anno. Per acquistare un’abitazione sull’isola azzurra gli acquirenti devono investire in media la cifra record di 8.869 euro al metro quadrato. Questo valore eccezionale resiste sul mercato nonostante il confronto con il 2021 evidenzi una leggerissima flessione negativa pari allo 0,4%. Il mercato caprese mantiene quindi una stabilità aristocratica, posizionandosi su un livello accessibile quasi esclusivamente a una clientela internazionale di altissimo profilo economico.

Il podio e le isole campane

Il distacco con il resto della classifica si fa evidente già guardando alla medaglia d’argento, che spetta alla suggestiva isola laziale di Ponza. In questa località della provincia di Latina la quotazione media delle case in vendita si attesta a poco meno di 5.000 euro al metro quadrato. Si tratta di un valore commerciale di tutto rispetto, che tuttavia certifica un divario di quasi quattromila euro rispetto alla capolista partenopea. La preferenza dei compratori per i contesti marittimi esclusivi del Centro Italia sostiene comunque una domanda vivace e prezzi stabilmente posizionati nella fascia alta del mercato nazionale.

Il gradino più basso del podio vede l’affermazione dell’isola d’Elba, che fa registrare un sorpasso storico ai danni della rivale campana Ischia. I prezzi delle abitazioni in offerta sul territorio toscano fluttuano attualmente intorno a una media incoraggiante di 3.600 euro al metro quadrato. La performance dell’Elba riflette un trend di crescita solido, sostenuto da un incremento del valore immobiliare dell’8,7% nel corso dell’ultimo quinquennio. Questo dinamismo dimostra la grande attrattività turistica e residenziale che l’isola dell’arcipelago toscano continua a esercitare sugli investitori nazionali ed esteri.

Per completare la cinquina delle località più costose bisogna tornare nuovamente nel Golfo di Napoli, dove Ischia e Procida occupano rispettivamente la quarta e la quinta posizione. A Ischia le agenzie registrano la richiesta di un budget medio di 3.550 euro al metro quadro per finalizzare l’acquisto di un immobile. Procida segue a brevissima distanza la vicina di casa con un prezzo richiesto che si aggira sui 3.524 euro per ogni metro quadrato. Le tre isole campane presenti nella parte alta della graduatoria mostrano quindi un appeal commerciale straordinario, sebbene con differenze interne marcate.

Burano e il Mezzogiorno: luci e ombre

Se lo sguardo si sposta verso l’alto Adriatico, lo scenario macroeconomico cambia in modo radicale evidenziando quotazioni decisamente più accessibili e dinamiche storiche differenti. A Burano, celebre perla della Laguna di Venezia, il costo del mattone richiede oggi un impegno finanziario di poco superiore ai 2.300 euro al metro quadro. La nota località lagunare fa registrare la perdita di valore immobiliare più pesante dello studio, con un crollo del 14,2% rispetto al 2021. Questa contrazione a doppia cifra evidenzia come il fascino storico non sempre riesca a frenare lo spopolamento o il deprezzamento strutturale.

La tendenza deflazionistica non isola il caso di Burano, poiché diversi territori e svariati Comuni siciliani registrano variazioni percentuali negative nel confronto con il recente passato. L’arretramento più evidente si manifesta a Caltanissetta, dove la contrazione dei prezzi negli ultimi cinque anni tocca e supera la doppia cifra con il -13%. Il segno meno caratterizza anche i listini di Oristano, in calo dell’1,4%, e i mercati di Messina, Agrigento ed Enna, con diminuzioni comprese tra il 5,5% e il 7%. Questi dati confermano come una parte del Mezzogiorno insulare soffra ancora di una persistente debolezza della domanda locale.

I capitali immobiliari si muovono invece con grande velocità verso altre mete italiane che fanno segnare rialzi percentuali straordinari e tassi di crescita vigorosi. Il primato dei rincari spetta alla città di Cagliari, che mette a segno un eccezionale balzo in avanti quantificabile in un netto +28%. Performance ottime si registrano anche a Palermo, in crescita del 16,1%, e all’Isola della Maddalena, che mostra un incremento del valore del 14,7%. L’analisi si chiude con i trend positivi di Siracusa a più 10,9% e di Ragusa che guadagna l’8,3% in cinque anni.

Di Dario Lessa

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